Il torneo organizzato per il sesto anno in ricordo del giovane imprenditore, scomparso a 32 anni
MESSINA – A sei anni dalla scomparsa, torna il torneo dedicato al giovane imprenditore Nico Sciarrone, mancato a causa di un male incurabile. Gli amici, i familiari e i clienti dell’indimenticato Bar Sciarrone si riuniranno al Trocadero Sport Club domenica 9 agosto alle 18.30 per il sesto memorial e per ricordare il 32enne. Il torneo di calcio a sette è organizzato da Valentina Costa e Angela Donato, rispettivamente moglie e mamma di Nico.
Costa: “Nico ci manca tantissimo”
Costa ha affermato: “La vita va avanti, e così facciamo tutti noi, ma Nico continua a mancarci tantissimo. Ci mancano la sua presenza, le sue esilaranti storie da bar, il suo black humour e il suo sorriso, che ha sempre tenuto vivi anche nei momenti più bui della malattia. Ed è questo che ci ha insegnato e con questo spirito che ci ritroviamo, per il sesto anno consecutivo, ai campetti del Trocadero. Vogliamo ricordarlo e celebrare il suo essere ancora con noi, senza retorica. Come vogliamo ricordare Giorgio Pagano, colonna della squadra di Castanea e Masse, e Giovanni Magnoli, arbitro emerito dell’Aia di Messina, che quest’anno, purtroppo, non potranno essere con noi”.
Il Memorial dedicato a Nico vuole anche sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della ricerca sul cancro. Il torneo supporta, infatti, il lavoro della Fondazione Colangiocarcinoma per la ricerca sulle malattie delle vie biliari, di cui è presidente onorario Enrico Gringeri, professore associato di chirurgia generale all’Università degli Studi di Padova ed eccellenza messinese nel campo della chirurgia epatobiliare e trapiantologica.
Donato: “Nessuno passi ciò che abbiamo passato noi”
Angela Donato ha poi spiegato: “Anche quest’anno al torneo parteciperanno diverse eccellenze della sanità messinese. Persone e amici, prima che medici, che tanto ci sono state vicine durante la malattia di Nico. Purtroppo, lui non è stato fortunato. Al momento della diagnosi, nell’estate del 2018, il suo tumore era a uno stadio già molto avanzato. Vorremmo che nessuno passasse quello che abbiamo passato noi, ed è per questo che il lavoro svolto dalla ricerca è fondamentale, come fondamentale è supportarla”.

