Correnti, 50 anni di oreficeria a Messina. Come nasce un gioiello con la tecnica della cera persa VIDEO

Correnti, 50 anni di oreficeria a Messina. Come nasce un gioiello con la tecnica della cera persa VIDEO

Silvia De Domenico

Correnti, 50 anni di oreficeria a Messina. Come nasce un gioiello con la tecnica della cera persa VIDEO

sabato 19 Settembre 2026 - 13:10

Alfredo e il figlio Carlo raccontano la storia della gioielleria di famiglia

servizio di Silvia De Domenico

MESSINA – “Storie di imprese e di idee” è un nuovo progetto di Tempostretto. Nel corso di 13 puntate abbiamo raccontato 13 storie imprenditoriali siciliane. Dalla costa ionica, a quella tirrenica ai Nebrodi: si conclude il viaggio alla scoperta delle aziende del nostro territorio. L’ultima tappa ha raggiunto Messina.

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L’ultima tappa di “Sicilia che piace”

Dopo Santa Teresa, Roccavaldina, Saponara, Tortorici e Capo D’Orlando l’ultima tappa del viaggio di “Sicilia che piace” ha raggiunto Messina. Nel cuore della città dello Stretto c’è un’oreficeria che confeziona gioielli unici da più di 50 anni. Ecco la storia della gioielleria della famiglia Correnti. A raccontarla sono il fondatore Alfredo e il figlio Carlo.

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Come nasce un gioiello con la tecnica della cera persa

Entriamo nel loro laboratorio. Fra attrezzi antichi e moderni è qui che prendono forma i loro gioielli. Nel corso di una mattinata assistiamo alla realizzazione di un anello unico e irripetibile. Il pezzo parte dalla richiesta del cliente di utilizzare delle pietre preziose. “Inizio ad abbozzare il gioiello con la matita su un figlio, poi il disegno prende forma con la cera. E da li ci sono vari passaggi prima di arrivare al gioiello finito”, spiega l’orafo Alfredo Correnti.

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“Da piccolo non volevo saperne di gioielli…”

A seguire le orme del padre sono sia la figlia che il figlio. “Mia figlia ha un negozio a Taormina e riscuote molto più successo di me, soprattutto perché ha una clientela internazionale”, aggiunge papà Alfredo orgoglioso. Nell’attività di Messina lavora invece il figlio più piccolo, Carlo Correnti. “Da piccolo non volevo saperne di gioielli. Non avrei mai pensato di fare questo lavoro ma poi sono cresciuto in questo ambiente, respirando arte e creatività, e inevitabilmente me ne sono innamorato”, racconta Carlo. E aggiunge: “Penso davvero che il gioiello personalizzato, così come un qualsiasi altro oggetto, sia un modo per uscire dal branding a tutti i costi, per esprimere la propria personalità e portare avanti il made in Italy”.

La maglia etrusca tirata a filo

Nella gioielleria-oreficeria di famiglia lavora anche la moglie di Alfredo, specializzata in una tecnica molto particolare e antica. “Con un grammo di oro puro si può fare un km di filo. Questa maglia che sta realizzando mia madre con il metallo tirato a filo molto sottile è di origine etrusca. La si trova in molti gioielli di archeologia sia etrusca che romana. E’ una nostra specialità, anzi di mia mamma, ed è un lavoro di grandissima pazienza e tecnica”, spiega Carlo Correnti.

Storia di un’oreficeria di famiglia

“La nostra è un’attività di famiglia, non solo di sangue, ne fanno parte anche i collaboratori che sono con noi da 30 anni”, racconta Alfredo Correnti. Nel loro laboratorio assistiamo alla lavorazione di diverse tecniche. Dal taglio delle pietre a filo d’acqua, all’incastonatura alla fusione. “Ci piace spaziare e praticare quasi tutte le tecniche, da quelle più antiche, come la cera persa, a quelle più moderne”, conclude l’orafo.

“Sicilia che piace”, un progetto cofinanziato dalla Regione

“Sicilia che piace” è un’iniziativa cofinanziata dalla Regione Siciliana, grazie all’assessorato alle Attività Produttive. Tempostretto ha partecipato presentando il progetto “Storie di imprese e di idee”. L’intenzione strategica del progetto è quella di fare da cassa di risonanza e promozione alle eccellenze agro-alimentari, alle aziende operanti nel contesto della nautica e dell’economia del mare, alle imprese artigiane e a quelle della moda e dell’oreficeria, in particolare a quelle che usano materiali ecosostenibili. Visiteremo aziende votate all’innovazione di prodotto e di processo, all’uso di fonti alternative di energia e al rispetto delle compatibilità ambientali, anche eventualmente sostenute da programmi di finanziamento dell’Amministrazione Regionale.

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