Ospedale Piemonte, la chiusura del pronto soccorso fa discutere: "Chiediamo risposte"

Ospedale Piemonte, la chiusura del pronto soccorso fa discutere: “Chiediamo risposte”

Redazione

Ospedale Piemonte, la chiusura del pronto soccorso fa discutere: “Chiediamo risposte”

sabato 22 Agosto 2026 - 13:00

Uil Fp ed Fp Cgil all'attacco: "Il piano emergenziale sia reso pubblico subito"

MESSINA – Il pronto soccorso dell’ospedale Piemonte resterà chiuso dal 31 agosto all’11 ottobre, come annunciato dall’Irccs Centro Neurolesi Bonino Pulejo ieri. Una notizia che ha destato preoccupazione tra i sindacati, con Livio Andronico e Antonio Trino, rispettivamente segretari generali di Uil Fp Messina ed Fp Cgil Messina, a passare subito all’attacco.

Le due sigle, infatti, chiedono “risposte prima del 31 agosto, non spiegazioni dopo che le criticità si saranno eventualmente verificate. Quando si modifica per oltre un mese l’assetto dell’emergenza-urgenza di una città, nulla può essere lasciato al caso”. La richiesta è di conoscere il piano emergenziale per queste settimane.

Andronico e Trino hanno spiegato: “È inevitabile che una parte significativa dell’utenza normalmente afferente al Piemonte si riversi sui Pronto Soccorso dell’A.O.U. G. Martino e dell’A.O. Papardo. Non basta, quindi, dire che i cittadini saranno indirizzati verso gli altri ospedali: bisogna spiegare come questi saranno messi nelle condizioni di assorbire il maggiore afflusso senza compromettere sicurezza, tempi e qualità dell’assistenza”.

Le due organizzazioni sindacali hanno pertanto chiesto all’assessore regionale della Salute, al Dipartimento regionale per la Pianificazione Strategica e ai vertici delle Aziende sanitarie messinesi l’immediata trasmissione del Piano Operativo Emergenziale predisposto per il periodo della sospensione. Hanno spiegato i segretari: “Vogliamo conoscere la stima dei maggiori accessi previsti al Policlinico e al Papardo e, soprattutto, quali incrementi di personale siano stati programmati. Servono dati precisi sulle eventuali unità aggiuntive di Dirigenti Medici, infermieri e OSS per ciascun presidio e per ciascun turno”.

Ma il problema, secondo UIL FP e FP CGIL, non riguarda soltanto gli organici dei Pronto Soccorso: “Più accessi significano inevitabilmente più esami di laboratorio e radiologici, più consulenze specialistiche, maggiori possibilità di ricovero e, nei casi necessari, un incremento delle attività chirurgiche. Per questo chiediamo di sapere se siano stati previsti potenziamenti di Laboratori, Radiologie, sale operatorie e servizi specialistici, compreso l’eventuale incremento di TSLB e TSRM. Non si possono scaricare nuovi volumi di attività su servizi che, in alcuni casi, presentano già carenze di personale”.

Da qui il rischio di sovraffollamento e la domanda su quali aree e posti letto siano stati individuati per fronteggiare l’eventuale aumento dei ricoveri. Andronico e Trino hanno poi concluso: “Respingiamo sin d’ora qualsiasi ipotesi di affrontare l’emergenza aumentando semplicemente turni, straordinari e carichi di lavoro del personale già in servizio. Medici, infermieri, OSS, tecnici sanitari e gli altri professionisti non possono diventare l’ammortizzatore delle insufficienze organizzative del sistema. Tutelare i cittadini significa anche tutelare chi ogni giorno garantisce l’assistenza”.

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