Confedilizia Messina. Case, immobili e condominio in pillole

Confedilizia Messina. Case, immobili e condominio in pillole

Redazione

Confedilizia Messina. Case, immobili e condominio in pillole

domenica 23 Agosto 2026 - 10:25

La rubrica di Confedilizia. Continua a crescere in Italia il numero degli immobili ridotti in rovina

A cura di Confedilizia Messina

Dal 2011 gli immobili collabenti sono aumentati del 129%. «Occorre favorire il recupero del patrimonio edilizio e il rilancio dei territori». Continua a crescere in Italia il numero degli immobili ridotti in rovina. Secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle entrate e analizzati da Confedilizia, nel 2025 le cosiddette “unità collabenti”, ossia i fabbricati in condizioni di degrado tali da non essere più produttivi di reddito, censiti nella categoria catastale F/2, hanno raggiunto quota 635.754, con un incremento dell’1,1% rispetto alle 629.022 unità dell’anno precedente.

Ancora più significativo è il confronto con il periodo precedente all’introduzione dell’Imu. Nel 2011 gli immobili collabenti erano 278.121: in quattordici anni sono quindi aumentati di circa il 129%. Un dato che evidenzia il progressivo deterioramento di una parte rilevante del patrimonio immobiliare nazionale.

Il fenomeno interessa soprattutto fabbricati situati nelle aree interne, nei piccoli centri e nei territori maggiormente interessati dallo spopolamento. Si tratta spesso di immobili privi di redditività e con un valore di mercato molto ridotto, il cui recupero richiederebbe investimenti non sempre sostenibili per i proprietari.

«Questi numeri devono indurre a una riflessione complessiva sulle politiche fiscali e sugli strumenti necessari per favorire la conservazione degli immobili – dichiara il presidente di Confedilizia Messina, Sebastiano Maio –. Anche nel territorio messinese il patrimonio edilizio rappresenta una risorsa economica, sociale e culturale da tutelare e valorizzare attraverso interventi capaci di rendere conveniente il recupero degli edifici esistenti».

Circa il 90% delle unità collabenti appartiene a persone fisiche. L’Imu continua ad applicarsi anche agli immobili dichiarati inagibili o inabitabili, sebbene con una riduzione della base imponibile, sino a quando non ricorrano i presupposti per la loro formale classificazione nella categoria catastale F/2.

La tassazione patrimoniale può quindi incidere su immobili che non producono alcun reddito e che, in molti casi, comportano già rilevanti spese di manutenzione e messa in sicurezza. Per questa ragione Confedilizia ritiene necessario individuare soluzioni equilibrate, capaci di contemperare le esigenze della finanza pubblica con quelle della conservazione del patrimonio edilizio.

«L’obiettivo – prosegue Maio – deve essere quello di prevenire l’abbandono e accompagnare i proprietari verso il recupero degli immobili. Agevolazioni fiscali, incentivi alla riqualificazione, semplificazione delle procedure e programmi di rigenerazione urbana possono contribuire a restituire valore agli edifici e a creare nuove opportunità per le famiglie, le imprese e l’intera comunità».

Come evidenziato dal presidente nazionale di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, occorre salvaguardare quella che deve essere considerata a tutti gli effetti una risorsa nazionale. Servono politiche coordinate che intervengano sulle infrastrutture, sulla riqualificazione, sulla rigenerazione urbana e sul rilancio dei territori, affrontando al tempo stesso il tema dell’Imu sugli immobili privi di effettiva redditività.

Confedilizia Messina auspica pertanto che il tema possa trovare spazio nel confronto istituzionale nazionale e locale, con l’obiettivo di introdurre misure che favoriscano la manutenzione, il riuso e la valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Contrastare la crescita dei ruderi significa tutelare la sicurezza, preservare l’identità dei territori e trasformare gli edifici oggi inutilizzati in nuove occasioni di sviluppo.

Dati Agenzia delle entrate: www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/d/guest/statistiche_catastali_2025

Servitù apparenti

“L’apparenza della servitù si identifica nell’oggettiva e permanente presenza di opere suscettibili di essere viste, ancorché in concreto ignorate, che, per struttura e consistenza, in modo inequivocabile, denuncino il peso imposto su un fondo a favore dell’altro; tale requisito mira a garantire l’acquirente del fondo servente dalla presenza di vincoli ignoti e non verificabili”.
Così la Cassazione civile, con sentenza n. 21769 del 25 maggio 2026.

Caldaia obsoleta e non conforme alla normativa: la sostituzione costituisce innovazione?

La sostituzione da parte del condominio di una caldaia obsoleta con altra conforme alla normativa di settore e ad alto rendimento non implica mutamento della cosa comune o della sua destinazione e pertanto non costituisce giuridicamente innovazione (cfr., in punto, Corte Appello Roma, sez. VIII, 5.3.2020, n. 1674). (da Confedilizia Notizie)

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