Il cammino elettorale e le rivalità politiche. Gli scenari nell'isola e in Italia sono mutevoli
SICILIA – Quando si voterà in Sicilia? E a livello nazionale? Prima della scadenza dell’autunno 2027? Il quadro è in mutamento. E gli Stati generali di Controcorrente ad Agrigento (nella foto in basso), il movimento di Ismaele La Vardera, hanno dato l’abbrivio a una nuova fase politica in vista di un anticipo delle urne.
Mulè invita il centrodestra a fare presto
Sul fronte del centrodestra siciliano, le opzioni in campo sembrano due: o l’usato sicuro, il presidente della Regione Renato Schifani, o la novità del vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè, anche lui di Forza Italia. Quest’ultimo, proprio in occasione dell’evento di La Vardera, ha elogiato il presidente e i suoi risultati. Ma ha pure invitato il centrodestra a fare presto in relazione alle scelte elettorali. La competizione Schifani-Mulè rispecchia le fibrillazioni interne a un partito che ha subito negli ultimi tempi parecchi scossoni.
Le scintille tra De Luca e La Vardera
Nel frattempo, Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, punta tutte le sue carte sugli scenari regionali, senza tralasciare le imminenti politiche. Come ha evidenziato di recente, “soltanto ai tavoli nazionali è aperta la discussione su eventuali alleanze e lì ho tolto la condizione di essere io il candidato. Ma il tavolo regionale è un’altra cosa. Significa che io sto discutendo e anche bene, perché ho tolto questa pregiudiziale. Con me a Roma discutono tutti, ma è logico che la conclusione si avrà quando ci sarà il sistema elettorale definitivo, che dovrebbe essere a fine settembre. Se io mi siedo al tavolo nazionale senza la pregiudiziale, nessuno può venire a impormi il candidato. Il metodo è cambiato. Prima si definisce il percorso nazionale e poi quello regionale. Quando poi si parlerà di quello regionale, a quel tavolo, faremo il secondo tempo della partita”.
In sostanza, De Luca si tiene aperte tutte e due le possibilità: accordo con il centrodestra (più probabile in questo momento) o con il centrosinistra. E intanto presenta le liste e punta ad accappararsi il più possibile soggetti provenienti dagli schieramenti tradizionali. A sua volta, La Vardera mira a imporsi come candidato unico del campo largo o centrosinistra e, da ex “figlioccio” del capo politico di Sud chiama Nord, non disdegna di fare “campagna acquisti” anche a discapito del suo “padre” politico. E le scintille tra i due sono destinate a continuare.
“Il Pd indicherà il proprio candidato presidente, se non ci sarà accordo proporremo le primarie”
Nelle prossime settimane, intanto, “il Partito democratico intensificherà l’interlocuzione al suo interno per definire il nome del proprio candidato presidente della Regione da proporre agli alleati. Se ci sarà condivisione sul nome del candidato del Pd bene, altrimenti proporremo le primarie come metodo per la scelta del candidato presidente”. Lo ha annunciato il segretario regionale del Pd Sicilia Anthony Barbagallo.
“Questo tempo – ha aggiunto – andrà utilizzato per definire il programma elettorale. Pochi punti ma che siano chiari su cui costruire l’alternativa, non soltanto rispetto ai nomi e al malgoverno della destra ma proponendo le idee e il modello di sviluppo della Sicilia che garantiscano crescita e prosperità per la nostra terra”.

