I deputati hanno interrogato Schifani per chiedere chiarimenti su fondi e tempistiche a 4 mesi dalla scadenza del mandato commissariale
PALERMO – I deputati regionali del Pd hanno presentato un’interrogazione per ricevere “chiarimenti sullo stato d’avanzamento e sulle risorse finanziarie per il risanamento delle baraccopoli di Messina”. A firmarla sono stati Leanza, Catanzaro, Burtone, Chinnici, Cracolici, Dipasquale, Giambona, Safina, Saverino, Spada e Venezia.
Il Pd: “Spesa ha già superato il 90% del Fondo speciale”
Nel documento, dopo una breve introduzione al tema, in premessa si legge che “dalle dichiarazioni rese dallo stesso Commissario Straordinario e Presidente della Regione si apprende che risultano assegnate ad oggi circa 400 abitazioni, ulteriori 100 sono in corso di realizzazione (a fronte di un fabbisogno ulteriore di circa 1500 alloggi). Risulta altresì che dal 2021 ad oggi gli interventi di censimento, ricollocazione, demolizione, bonifica e riqualificazione di aree hanno interessato circa 40 ambiti sugli 80 complessivi”.
E “che la spesa già erogata e le risorse impegnate per le opere in corso e che si concluderanno nel 2027 potrebbero aver superato oltre il 90% della dote finanziaria del Fondo Speciale con la conseguenza che la disponibilità di cassa residua per l’avvio di nuove attività o per l’acquisizione di ulteriori alloggi sul mercato risulterebbe pressoché azzerata”. E inoltre: “Sebbene si riscontri una marcata accelerazione delle attività operative e di cantiere nel corso dell’ultimo biennio, l’impianto complessivo del risanamento si trova oggi dinanzi a un drammatico e imminente stallo operativo e finanziario”.
I deputati contro “la paralisi delle procedure”
Il gruppo Pd ha proseguito: “A soli quattro mesi dalla scadenza del mandato commissariale (fissata al 31 dicembre 2026), l’eventuale decadenza della struttura e dei relativi poteri speciali e derogatori nonché l’assenza di adeguate risorse finanziarie determinerebbero la paralisi operativa ed amministrativa delle procedure di acquisto e ricollocazione abitativa, demolizione, bonifica e riqualificazione, facendo ricadere la città di Messina in un regime di gestione ordinaria storicamente inefficace. In assenza di un immediato rifinanziamento statale e regionale e di una contestuale proroga della governance commissariale, il percorso di risanamento rischia di interrompersi proprio nella fase di massima produttività dei cantieri, lasciando centinaia di famiglie confinate in condizioni abitative degradate e condannando la città all’ennesima opera incompiuta”.
Le richieste
E le richieste, a questo punto sono chiare: “Quale sia l’ammontare delle somme complessivamente erogate e liquidate a valere sul Fondo Speciale di 100 milioni di euro, l’entità delle risorse giuridicamente impegnate per la conclusione delle opere in corso e quale sia il saldo residuo effettivo ancora liberamente programmabile per nuovi interventi”. E ancora: “In quanti ambiti non è stato ancora effettuato alcun intervento e quale sia il numero di famiglie che ancora vivono nelle baracche, nonché i dati relativi alle demolizioni e bonifiche effettuate, agli ambiti sgomberati, alle opere di riqualificazione, alle abitazioni già assegnate o in corso di acquisizione”. Infine: “Quali azioni intenda porre in essere, anche nei confronti del Governo nazionale, per garantire un congruo rifinanziamento del Fondo Speciale, affinché il risanamento non subisca una brusca e definitiva frenata a causa dell’imminente scadenza della proroga al 31 dicembre 2026 e dell’esaurimento delle risorse”.

