Presentato all'Ars il disegno di legge di Ardizzone che chiede lo stop alle concessioni edilizie nelle aree a rischio idro-geologico

Presentato all’Ars il disegno di legge di Ardizzone che chiede lo stop alle concessioni edilizie nelle aree a rischio idro-geologico

Presentato all’Ars il disegno di legge di Ardizzone che chiede lo stop alle concessioni edilizie nelle aree a rischio idro-geologico

mercoledì 14 Ottobre 2009 - 07:29

Il provvedimento presentato dal vice-sindaco ottiene il benestare del Wwf. Approvato un ordine del giorno di Musotto e De Luca (Mpa) per la riprogrammazione dei fondi previsti dagli accordi di Programma Quadro Stato-Regioni

Una giornata ricca di analisi e proposte quella di ieri sul fronte della ricostruzione post-nubifragio nei territori del messinese. In mattinata incontro a Palazzo dei Leoni con il presidente Ricevuto, il sindaco Buzzanca e i sindaci della provincia per fare il punto della situazione sui danni provocati dall’alluvione e decidere una prima linea di intervento. Nel pomeriggio il primo cittadino nella sua doppia veste di amministratore comunale e deputato Ars ha preso parte alla seduta straordinaria dell’assemblea regionale siciliane convocata per discutere dei villaggi di Messina sud.

Ad aprire i lavori la relazione del governatore Lombardo, che con forza ha nuovamente ribadito la necessità di escludere l’ipotesi abusivismo quale causa della tragedia di Giampilieri, Briga, Molino, Scletta e Altolia. -Se possibile si ricostruirà – ha affermato il presidente – ma bisogna rinaturalizzare cercando di ripiantumare le colline e mettere in sicurezza questi centri. E’ questo al primo posto della nostra attenzione. In Sicilia 32mila i fatti franosi così come censiti dal Pai (Piano di assetto idreogeologico).

A seguire gli interventi di Buzzanca e del vice-sindaco, nonché deputato regionale, Giovanni Ardizzone, promotore di un disegno di legge, approvato dall’assemblea, utile a disciplinare in le procedure di governo, salvaguardia e tutela del territorio, in cui tutti i soggetti interessati possano individuare ed intervenire con tempestività per arginare le note e diffuse criticità. Un provvedimento che ha ottenuto il benestare anche del Wwf. “La tragedia che ha interessato nei giorni scorsi il territorio messinese – ha esordito il deputato nella sua relazione introduttiva – è un chiaro e vistoso campanello di allarme per l’intero territorio siciliano, che, da studi e censimenti effettuati, per il 70% è ad alto rischio idrogeologico. Risultano censite 21.500 infrastrutture ed edifici a rischio frana e 31.800 frane, oltre a quasi tremila edifici ed infrastrutture a rischio idraulico. Nonostante ciò si registrano ritardi vistosi nell’approvazione dei Piani di assetto Idrogeologico, consentendo di fatto ai comuni di asseverare e legittimare costruzioni in zone a rischio”.

Approvato un odg a firma del capogruppo Mpa Musotto e del suo vice De Luca che impegna il governo all’impiego delle risorse economiche contenute negli Accordi di Programma Quadro Stato-Regioni. per il risanamento di Giampilieri e Scaletta. Si tratterebbe di miliardi di euro già programmati che risultano impegnati per importanti progetti ma che tuttavia non sono stati in gran parte realizzati e cosa ancora più grave non sono ancora partiti. Per De Luca è fondamentale convocare appositi tavoli tecnici per discutere e considerare la riprogrammazione di tali somme soprattutto in considerazione delle ultime emergenze.

Ad intervenire nel dibattito anche il deputato del Pd Panarello:“Bisogna evitare gli errori del passato e utilizzare efficacemente e tempestivamente le risorse a disposizione. “Servono azioni immediate per fronteggiare le prime necessità degli sfollati – ha aggiunto – ma bisogna contemporaneamente pensare ad un percorso che permetta di far rientrare nelle loro case, in condizioni di piena sicurezza, gli abitanti delle zone interessate dal disastro. C’è bisogno di un impegno straordinario da parte di tutte le istituzioni coinvolte anche perché alcuni interventi – ha concluso l’esponente regionale – come il ripristino dell’assetto del letto del torrente Giampilieri, non possono essere lasciati ai privati”.

Correlato in basso l’articolo con l’intervento di Raffaele Lombardo all’Ars

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