Il 2025 dell'Acr Messina tra inferno e purgatorio in attesa del nuovo paradiso

Il 2025 dell’Acr Messina tra inferno e purgatorio in attesa del nuovo paradiso

Simone Milioti

Il 2025 dell’Acr Messina tra inferno e purgatorio in attesa del nuovo paradiso

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mercoledì 31 Dicembre 2025 - 18:12

Un 2025 intenso per la prima squadra di calcio cittadina che dall'anno nuovo si augura intanto la normalità

MESSINA – Un anno solare per il Messina cominciato con una grande illusione, ovvero quella di aver trovato finalmente una proprietà estera che riportasse in alto il nome della città. Gli annunci del passaggio di quote da parte di Sciotto all’Aad Invest di Cissé con Alaimo indicato presidente a gennaio, ma a metà febbraio alla prima scadenza da onorare cade il velo e l’operazione mostra la sua maschera ed è lì che inizia l’inferno/purgatorio per squadra e piazza.

L’inferno è stato rappresentato dalle umiliazioni subite dal gruppo giocatori, rimasti senza stipendio per mesi, e dai tifosi, che hanno dovuto rinunciare all’amore per la maglia in segno di protesta con la sofferenza di non poter sostenere in casa i propri calciatori. Inferno culminato con la retrocessione in Serie D, dopo un campionato di Serie C dove due squadre si erano già ritirate, e ancora a fine stagione con la penalizzazione mortifera di meno quattordici punti da scontare nella stagione successiva.

Il purgatorio è ben rappresentato da chi ha sofferto per provare a salvare la baracca. In particolar modo il ds Roma abbandonato dalla proprietà che teneva anche i rapporti con l’amministrazione comunale, dall’allenatore Banchieri che ha guidato con orgoglio il Messina nelle difficoltà e in ultimo, ma più importante, il sudore buttato in campo dai calciatori che, nonostante il fuoco amico, ha lottato in condizioni disastrose per provare a ottenere la salvezza sul campo fino all’ultima giornata. Il Messina ricominciando in Serie D è passato dall’esercizio provvisorio con affidamento della gestione della vecchia società all’avvocata Maria Di Renzo, prima dell’acquisizione da parte del Racing City Group. Si è rivista la luce ma sempre di purgatorio si parla visto il mercato bloccato e le condizioni di emergenza in cui è stata allestita la squadra e ha dovuto giocare le prime partite. Si è passati dalla sconfitta in Coppa Italia con dei ragazzi incolpevoli che hanno subito un’amara sconfitta al penultimo posto in cui la squadra ha chiuso il girone d’andata, non certo un risultato da festeggiare ma neanche pessimo viste le condizioni di partenza.

L’augurio per il 2026

Adesso è tempo di provare, nel 2026, di tornare a sognare il paradiso e provare a realizzarlo negli anni che seguiranno. Le categorie superiori, ma basterebbe già una gestione normale di società, squadra e settore giovanile per poter programmare e guardare in prospettiva ad un futuro roseo. Le avvisaglie da parte dei nuovi proprietari Justin Davis e Morris Pagniello ci sono stati con l’evento dal 125° anno dalla fondazione del club che ha rimesso Messina e le sue storiche bandiere al centro dell’attenzione calcistica nazionale e internazionale.

Da poche settimane la nuova proprietà potrà operare sul mercato e punterà ad ottenere la salvezza in questa Serie D, mentre contestualmente si continuerà a gettare le basi per la prossima stagione. Lavori al “Franco Scoglio” sono iniziati e seguiranno, ma servirà strutturare sempre meglio la società, rafforzare un gruppo e provare a creare dei calciatori/bandiera che potranno provare ad aprire un ciclo vincente, come l’ultimo di vent’anni fa, in modo che i giovani tifosi di oggi potranno un domani raccontare di aver visto giocare dei calciatori che un giorno sostituiranno i vari Sullo, Coppola, Di Napoli e così via.

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