Parteciperanno il sindaco e gli assessori Romano, Isgrò e Corvaja. La settimana scorsa convegno di Italia Nostra “Sos Nebrodi”.
Il dissesto idrogeologico è da mesi in cima all’agenda politico-amministrativa della nostra città e della nostra provincia. Avrebbe dovuto esserlo da anni, visto ciò che si è scatenato anche e soprattutto per l’incuria di un territorio fragile e “ignorato” dalle istituzioni. Ma tant’è, si prova a recuperare. Dopo gli ennesimi eventi di questi giorni (le frane che hanno coinvolto la condotta dell’acqua di Fiumefreddo e lo smottamento di Scala Ritiro), il presidente del consiglio comunale Pippo Previti, anche su mandato della conferenza dei capigruppo, ha indetto per venerdì 19, alle ore 10, una seduta straordinaria del Consiglio dedicata proprio al dissesto idrogeologico. Alla seduta interverranno il sindaco, Giuseppe Buzzanca, gli assessori alla Protezione civile, Fortunato Romano, alle Manutenzioni, Pippo Isgrò, alle Politiche del territorio, Giuseppe Corvaja, ed i dirigenti dei relativi dipartimenti.
Sempre di dissesto idrogeologico si è parlato venerdì scorso, presso la sala conferenze comunale di Piazza Mario Sciacca a Patti, nel corso del convegno organizzato da Italia Nostra dal titolo: “SOS Nebrodi: Dissesto idrogeologico. Analisi e proposte per una corretta gestione del territorio”. Ha introdotto i lavori la dott.ssa Angela Pipitò, responsabile del Presidio Nebrodi di Italia Nostra, che ha ribadito «l’importanza di una corretta gestione del territorio da parte degli enti preposti e la necessità, ormai inderogabile, di attuare al più presto un piano complessivo di riqualificazione del territorio e di messa in sicurezza delle zone e dei centri abitati a rischio idrogeologico». La Pipitò ha concluso il suo intervento leggendo una toccante lettera appello ai politici scritta da Emanuele Costa che nella tragedia di Giampilieri ha perso il fratello, ing. Luigi Costa, cui, per onorarne la memoria e commemorarne il sacrificio, è stata di recente intitolata l’associazione di volontariato ingegneri Messina emergenze civili.
Il dott. Franco Roccaforte, geologo della Provincia Regionale di Messina, ha evidenziato come sia «importante la memoria storica per le scelte di pianificazione urbanistica poiché la maggior parte delle frane di questi ultimi mesi si sono verificate in zone di franosità pregressa. Bisogna, inoltre, saper fronteggiare i nuovi fenomeni di tropicalizzazione del clima nel nostro territorio che sempre più determineranno l’ alternarsi di periodi di forti piogge a periodi di siccità. Non si può rincorrere più l’emergenza ed intervenire a disastro avvenuto ma è necessario – secondo Roccaforte – suffragati dagli studi geologici, lavorare alla redazione di un piano a lunga scadenza di prevenzione e di messa in sicurezza delle zone a rischio idrogeologico».
Il dott. Giuseppe Giaimi, già Capo dell’Ispettorato Forestale di Messina, ha illustrato con dovizia di particolari e specificità tecniche, servendosi di una proiezione multimediale, gli eventi franosi che hanno colpito la provincia di Messina dal 1600 in poi rilevando come gran pare dei luoghi oggi danneggiati da frane lo siano stati anche in passato costringendo a volte la popolazione anche ad abbandonare i luoghi e insediarsi altrove. Giaimi ha fatto poi un excursus sulle possibili cause dei dissesti, sulle leggi forestali, sui primi rimboschimenti e sull’importanza dei boschi per ridurre il deflusso delle acque in caso di forti piogge. Da qui l’importanza di costruire in luoghi sicuri e questo può avvenire, secondo Giaimi, «solo con una corretta destinazione d’uso del territorio da parte dell’uomo».
Il dott. Giuseppe Basile, geologo, dirigente del Dipartimento Regionale della protezione civile, ha ribadito come «le attività di prevenzione e previsione siano prioritarie rispetto all’emergenza. E’ necessario che gli stessi sindaci, che sono la prima autorità di protezione civile a livello comunale si attivino ancor di più sui piani di protezione civile comunale. La protezione civile regionale è impegnata attualmente in attività di monitoraggio delle fratture verificatesi nel territorio nebroideo e in attività di osservazione finalizzate alla prevenzione. Per affrontare la grave situazione di rischio idrogeologico che ha colpito numerosi paesi dei Nebrodi sono necessarie spese ingenti che , secondo Basile, devono essere concentrati in interventi mirati ed efficaci».
Ha concluso i lavori Leandro Janni, consigliere nazionale di Italia Nostra, il quale ha evidenziato come sia necessaria «una svolta nella gestione de territorio che ridia ruolo e valore agli strumenti di pianificazione urbanistica e paesaggistica e li impronti a criteri di tutela, equilibrio e sostenibilità ambientale. E’ necessaria un svolta anche nelle politiche di protezione civile che devono prevedere anche efficaci e tempestive azioni di prevenzione».
S.C.
(foto Sturiale)
