Secondo il deputato regionale della zona jonica, Lo Monte sarebbe stato addirittura «eccessivamente democratico nella definizione provvisoria degli organismi provinciali». E poi attacca: «Atteggiamento persecutorio verso chi crede seriamente nel progetto autonomista, suscitando le ire dei soggetti in cerca di autore». Cerreti e Tamà raddrizzano il tiro: «il commissario saprà ricondurre le diverse criticità sollevate ad un giusto dialogo di partito». Troppo tardi per evitare la frittata?
Mentre si è tenuta la prima consulta cittadina dell’Mpa, con l’esordio di Fabio D’Amore nella veste di commissario cittadino (vedi articolo correlato in basso), continua il botta e risposta dai connotati polemici sui criteri di definizione degli incarichi all’interno del nuovo ufficio politico locale, nato sulla base delle indicazioni fornite dal commissario provinciale del Movimento, il deputato Carmelo Lo Monte.
Alle rinuncie del consigliere provinciale Roberto Cerreti, del consigliere comunale Sebastiano Tamà (entrambi capigruppo autonomisti nei rispettivi consigli) e del sindaco di Piraino Giancarlo Campisi, che hanno rifiutato l’incarico all’interno dell’ufficio in protesta con le modalità di determinazione delle nomine nello stesso organo, ieri ha fatto seguito l’intervento del deputato nazionale Ferdinando Latteri, che rivolgendosi a Lo Monte lo aveva invitato a «modificare la sua azione e a condividere con la numerosa classe dirigente dell’Mpa presente nel territorio le scelte che servono per costruire un partito coeso e di qualità nella provincia di Messina», sottolineando al contempo come le rinuncie dei tre componenti dovessero essere lette come segnale di grave disattenzione per i criteri che devono reggere la vita di partito».
Oltre alle ridotte spaccature venutesi a creare forse più per -ragioni personali-, ieri parlavamo di una possibile -resa dei conti territoriale- all’interno del partito autonomista. Con le nomine, specie quelle di D’Amore e della Bruno, che hanno un pò rispostato l’asse del Movimento dalla zona tirrenica verso la città. A tale riguardo non sembra -casuale- la presa di posizione di Cateno De Luca, rappresentante della zona jonica, in risposta alle dichiarazioni di Latteri e in appoggio alle scelte di Lo Monte (ricordiamo, originario di Graniti): «Mi stupisce l’entrata a gamba tesa nelle vicende messinesi dell’on. Ferdinando Latteri – scrive il parlamentare regionale -. Questo gioco al massacro condotto anche da un parlamentare di tale caratura evidenzia un atteggiamento persecutorio nei confronti di coloro che credono seriamente al progetto autonomista, suscitando le ire dei soggetti “in cerca di autore”. Carmelo lo Monte – conclude – per quanto mi riguarda è stato eccessivamente democratico nella definizione provvisoria della composizione degli organismi provinciali del Mpa».
Parole forti, che certamente alimenteranno lo scontro interno nel partito guidato da Raffaele Lombardo. Ciò nonostante il tentativo di ammorbidimento della posizione assunta da Cerreti e Tamà, che hanno inviato una nota chiarificatoria specificando che: «la decisione di rinunziare agli incarichi concessi dal Commissario Provinciale del Mpa, nasce da un percorso personale maturato nel partito, che sin dal 2006 ci ha visto condividere e protagonisti della storia autonomista messinese, e che oggi impone serie considerazioni in merito all’opportunità di giungere in tempi brevi alla tanto attesa fase congressuale».
«Seppur coscienti delle attenzioni che la nostra posizione ha suscitato – continuano i due -, registriamo con piacere le diverse attestazione fatte dai rappresentanti autonomisti a tutti i livelli, per cercare di trovare una soluzione rasserenatrice, fermo restando che tali provvedimenti non possono arrivare dalle direzioni regionali e nazionali del partito, ma devono essere trovate nell’ambito delle rappresentanze territoriali messinesi. Pertanto, esprimiamo la piena vicinanza nei confronti della causa autonomista, convinti che il commissario Lo Monte saprà ricondurre le diverse criticità sollevate, ad un giusto dialogo di partito, che consenta finalmente la strutturazione democratica congressuale del Mpa nella nostra città».
Troppo tardi per evitare la frittata?
(In basso gli ultimi articoli sull’argomento – Foto Sturiale)
