Una frana blocca l'accesso dalla Sp 138, il maltempo della scorsa notte rende impraticabile la strada -alternativa-, quella attraverso il villaggio di Tipoldo
Una notte infernale, ma un inferno decisamente “sui generis” perchè fatto di vento e acqua, che non ha certo risparmiato uno dei centri dove la situazione già da qualche giorno è ai limiti della vivibilità: si tratta del villaggio di Mili San Pietro, isolato a causa di una frana che interessa la Sp138. Numerose a tal proposito le richieste di intervento avanzate da rappresentanti provinciali e comunali che hanno chiesto l’immediata convocazione di una conferenza di servizi o di un tavolo tecnico per poter fare il punto della situazione. Nonostante ciò nessun intervento. E nel frattempo? A fare il buono e il cattivo tempo, anzi solo quest’ultimo, ci pensano tuoni, lampi e temporali che ai messinesi hanno dato la buonanotte ed anche il buongiorno.
Un buongiorno ancor più amaro proprio per gli abitanti di Mili San Pietro al momento del tutto isolati dalla “civiltà” non solo a causa dei mancati interventi sulla Sp 138 ma anche per le condizioni, assolutamente impraticabili, della strada “alternativa” quella cioè attraverso il villaggio di Tipoldo, una strada che questa mattina nel corso del tour nella zona sud abbiamo, nostro malgrado, deciso di testare personalmente. «Potete scendere – “ci dicono” – al massimo ci sarà un po’ di fango, niente di più». E così, pieni di fiducia e rassicurati dalle affermazioni e soprattutto dalla “divisa” di colui che ci parla, decidiamo di incamminarci attraverso la ripida discesa. Ma, curva dopo curva, cominciamo a constatare che forse chi ci ha dato il “permesso” a poter procedere non aveva forse le idee ben chiare.
Riusciamo tuttavia a mettere piedi nel paese isolato, un paese quasi fantasma, con vicoli deserti, macchine posteggiate con copertoni ricoperti di fango, e una palpabile sensazione di isolamento, ma quel che è peggio di completo abbandono. Una volta arrivati lì decidiamo per di “immortalare con mano” la frana che interessa la Sp 138 e così, dopo aver percorso qualche chilometro, arriviamo al punto “X”: a sbarrare il nostro cammino ci pensa un gard rail posizionato in prossimità dello smottamento (vedi seconda foto correlata). Non ci resta dunque che cercare di tornare al punto di partenza, ma davanti a noi, con il vento che soffia senza sosta e la pioggia che non cessa di cadere, ecco presentarsi quella ripida salita, unica via di ritorno. Si comincia. Silenzio in macchina, accelerazione costante, ruote che urtano con pietre e detriti e che a tratti perdano aderenza con un asfalto diventato argilloso a causa del fanghiglia che scivola lungo la carreggiata. Curva dopo curva risaliamo la china e finalmente ecco intravedere la fine di quella che fino a ieri è stata considerata la strada alternativa, la via più “sicura” per raggiungere Mili San Pietro, quella appunto attraverso il vilaggio di Tipoldo. Provare per credere, «al massimo ci sarà solo un pò di fango, niente di più».
E.Dep. – D. Sturiale
