Paola Tuccimei, Silvio Mollo, Sergio Vinciguerra, Mauro Castelluccio, Michele Soligo sono gli studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’Università Roma Tre che hanno isolato i meccanismi fondamentali che determinano la diminuzione e l’aumento del rilascio del gas prima di un terremoto
L’importante analisi svolta dai ricercatori sarà pubblicata sul Geophysical Reaserch Letters e spiegherà come la diminuzione di gas radon può essere il precursore di processi di fratturazione e quindi anomalie negative di rilascio di gas dovrebbero essere considerate indicatrici di imminenti rotture.
“E’ noto – sostiene Sergio Vinciguerra, coautore della ricerca – che le rocce hanno un contenuto molto variabile di porosità e cioè dei vuoti al loro interno. Queste rocce – basalti o graniti -contengono piccolissime quantità di vuoto che se sottoposte a un carico daranno luogo a rotture con aumento di emissione del radon. In aree vulcaniche ed in zone di faglia le rocce contengono un alta percentuale di vuoti, spesso superiore anche al 30%. […] In termini di rilascio di gas, come il radon, questo si tradurrà inizialmente in una diminuzione di emissione e soltanto quando si formeranno fratture, che rappresentano nuove ‘vie’ per i gas, l’emissione di radon aumenterà rispetto al suo valore di fondo.”
Nella ricerca sono stati isolati i meccanismi fisici nelle rocce responsabili della diminuzione e dell’aumento dell’emissione di radon osservati sul terreno prima di eventi sismici o vulcanici.
I ricercatori puntualizzano come lo studio dell’emissione di radon ci permetterà nei prossimi anni di sviluppare un modello e fornire un supporto quantitativo all’interpretazione delle anomalie di questo gas prima di eventi sismici e vulcanici.
Un commento positivo alla ricerca viene dal Professor Enzo Boschi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: “Siamo nella strada giusta per stabile alcuni fenomeni “precursori” che precedono un terremoto”.
