Caos Messinambiente, domani sit-in di protesta a Palazzo Zanca. E in consiglio comunale il Pd chiederà il ritiro del bando

Caos Messinambiente, domani sit-in di protesta a Palazzo Zanca. E in consiglio comunale il Pd chiederà il ritiro del bando

Caos Messinambiente, domani sit-in di protesta a Palazzo Zanca. E in consiglio comunale il Pd chiederà il ritiro del bando

giovedì 25 Novembre 2010 - 14:28

La società di Dalmazio (dimissionario ma non ancora dimessosi) ha presentato ricorso. Cgil, Cisl e Uil annunciano una manifestazione. E il Pd presenta un ordine del giorno che verrà discusso domani nella seduta straordinaria dedicata al tema dei rifiuti

Quel bando non s’ha da fare. Il Pd lo ha sostenuto fin dal primo minuto e continua a farlo. E domani, giorno in cui i lavoratori di Messinambiente scenderanno in piazza per un sit-in di protesta, chiederà che venga sancito dal consiglio comunale, nella seduta dedicata all’affaire rifiuti. Il bando in questione è ovviamente quello dell’Ato3 per individuare il nuovo gestore della raccolta in città, bando che ha già ottenuto gli strali di Messinambiente, che ha presentato ricorso chiedendone l’annullamento. Il Pd questo passaggio lo vuole consumare in consiglio comunale, e lo farà domani con un ordine del giorno i cui contenuti sono stati illustrati stamani in conferenza stampa dal segretario comunale Giuseppe Grioli e da alcuni consiglieri. Ordine del giorno con cui si chiede all’amministrazione di far ritirare il bando all’Ato3, di mettere a gara il 40 per cento delle azioni di Messinambiente per individuare un partner privato e creare, dunque una società mista, e dare seguito all’iter già avviato per la realizzazione della discarica e dell’impianto di biostabilizzazione.

Secondo il Pd «l’iniziativa intrapresa dall’Ato3 avrebbe dovuto formare oggetto di discussione tra le varie forze politiche e sociali cittadine». Una scelta «che pone diversi dubbi di legittimità rispetto alla disciplina transitoria dettata in tema di affidamento del servizio dalla legge regionale 9 del 2010», la legge che ha posto in liquidazione tutte le Ato siciliane. E soprattutto “cozzerebbe”, secondo il Pd, con la convenzione oggi in essere tra Ato3 e Messinambiente, secondo cui «la durata della convenzione e degli affidamenti disciplinari dalla stessa è pari e coincide con la esistenza e durata della Spa affidataria», durata che, secondo un passaggio che il commissario liquidatore dell’Ato3 Antonio Ruggeri contesta, sarebbe stata prorogata nell’aprile 2008 dall’allora commissario del Comune Gaspare Sinatra fino al 31 dicembre 2025.

Il bando, inoltre, sempre secondo quanto sostenuto dal Pd, «prevede requisiti tecnici per la partecipazione alla gare che di fatto determinano per Messinambiente l’impossibilità a competere» e soprattutto non garantirebbe la continuità occupazionale per i circa 500 dipendenti della società, in quanto il bando prevede che «per l’esecuzione dei servizi il gestore aggiudicatari dovrà avere in organico il personale necessario per garantire il puntuale, corretto e regolare espletamento dei servizi, nel numero e nelle qualifiche come specificati nell’offerta».

C’è poi l’altro aspetto su cui il Pd punta l’attenzione, la discarica di Pace, il cui iter ha visto camminare a braccetto Comune e Messinambiente fino a quest’estate, quando la società amministrata da Dalmazio ha emesso il decreto di determinazione provvisoria dell’indennità di espropriazione e di occupazione anticipata degli immobili interessati alla realizzazione degli impianti. Il Pd ne fa una questione di numeri: la differenza di costo tra il conferimento alla discarica di Mazzarrà S. Andrea, comprensivo di trasporto, e la tariffa stabilita per gli impianti di Pace è di circa 60 euro a tonnellata. Nella discarica del barcellonese vengono conferite circa 100 mila tonnellate l’anno mentre gli impianti di Pace a regime possono smaltire 280 tonnellate al giorno comportando un minor costo di circa 6 milioni di euro l’anno. «Perché Messina non può avere impianti all’avanguardia?», si chiede Felice Calabrò, capogruppo in consiglio comunale di “Genovese sindaco”.

Ecco perché secondo l’opposizione «è quantomeno irrazionale procedere con affidamento a privati, accettando l’alta probabilità che la società di cui l’ente locale è di fatto esclusivo proprietario sia esclusa, dovendo successivamente affrontare il ripianamento dei debiti della stessa», si parla di circa 30 milioni di euro, che dovrebbe accollarsi Palazzo Zanca. «Una scelta oscura del sindaco», denuncia il capogruppo del Pd Tani Isaja, di fronte alla quale, evidenzia Gaetano Gennaro, nasce un problema politico, anche all’interno della maggioranza stessa. «L’Udc – afferma Grioli – non può dire di non saperne nulla, e se lo conferma allora deve uscire dalla giunta». Così come, secondo il segretario del Pd, «Dalmazio deve rompere un silenzio che a questo punto non comprendiamo più e ci preoccupa».

Ad essere preoccupati sono soprattutto i lavoratori di Messinambiente. In un comunicato unitario, Cgil, Cisl e Uil annunciano che domani, dalle 10 alle 12, i lavoratori protesteranno davanti a Palazzo Zanca «per sensibilizzare la classe politica in merito alla gestione dei servizi ambientali». Clara Crocè, Enzo Testa e Silvio Lasagni, segretari generali delle federazioni che si occupano del settore dei servizi ambientali, «chiedono garanzie sul futuro lavorativo dei dipendenti della società Messinambiente. Non riusciamo a comprendere i motivi per cui l’amministrazione Comunale stia provvedendo a smantellare Messinambiente, la quale pur con tutti i limiti, ha evitato che Messina subisse i disagi e i problemi che in questi mesi stanno vivendo alcune realtà come Napoli e Palermo, e per non andare troppo lontano anche nella nostra provincia».

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED