A Torino presso l'Aula Magna del Rettorato dell'Università in Via Po, 17 nei giorni giovedì 12 e venerdì 13 aprile e proseguirà a Ivrea al centro Congressi "La Serra" in Corso Botta, 10 sabato 14 aprile.
Il convegno, promosso dal prorettore dell'Università prof. Sergio Roda, dal prof. Luciano Canfora, storico dell'antichità dell'Università di Bari, e dal prof. Ugo Cardinale, professore di Linguistica generale all'Università di Trieste e preside del Liceo "C.Botta" di Ivrea, rientra nell'ambito dei programmi culturali e di formazione dei docenti del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca – Dipartimento Generale per gli Ordinamenti e dell'Assessorato all'Istruzione della Provincia di Torino ed è patrocinato dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino, dalla città di Torino, dalla Città di Ivrea, dall'AICC (Associazione Italiana di Cultura Classica) e dalla Fondazione Adriano Olivetti.
Apriranno i lavori il prof. Francesco de Sanctis, direttore generale Ufficio scolastico regionale del Piemonte, e la prof.ssa Carmela Palumbo, direttore generale per gli Ordinamenti scolastici del MIUR. Nell'ambito delle tre giornate di studio e di confronto sono previsti gli interventi di alcuni tra i più noti docenti di lingue classiche del mondo accademico e scoalstico a livello internazionale, tra i quali Luciano Canfora (Università di Bari), Alessandro Schiesaro (Sapienza Università di Roma), Santiago Montero Herrero (Universidad Complutense de Madrid), Pascal Payen (Université de Toulouse II), Eikki Solin (University of Helsinki), Mario Capasso (presidente AICC), Bob lister (University of Cambridge), Paola Montanari (Liceo Classico "Alfieri" di Torino), Nicoletta Marini (Liceo Classico "Mazzini" di Genova), Laura Sciolla (Liceo classico "Gioberti" di Torino) e molti altri ancora.
Obiettivo dell'iniziativa è mettere a confronto l'esperienza dell'insegnamento delle lingue classiche in diversi Paesi del mondo per trarre spunti e idee nuove per i giovani dell'era digitale, nella consapevolezza comunque che, nella deriva del mondo moderno, è ancora necessaria una guida antica per superare la falsa percezione di un'antitesi tra umanesimo e tecnica. Il latino e il greco devono quindi essere percepiti dai giovani, soprattutto, come una "palestra di vita", uno strumento per lo sviluppo cognitivo e per l'arricchimento formativo e non come una perdita di tempo e di energie rispetto agli studi più moderni, che devono avere pure il loro spazio sostanziale, come avviene in molti Paesi del Vecchio Continente oltre che negli Stati Uniti. E non è un caso che l'intera giornata di sabato sia dedicata ad un dibattito epistemologico sulle "due culture", con una rivalutazione dell'utopia olivettiana, sintesi armonica tra cultura umanistica ed esperienza tecnologica.