È lui il 61enne al centro dell'inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia che ha portato a 12 misure cautelari
MESSINA – È l’imprenditore di Gioiosa Marea Francesco Scirocco il principale indagato nell’inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia della Procura di Messina, che ha portato a 12 misure cautelari in mattinata.
Insieme a lui sono finiti ai domiciliari Gaetano Busà, Basile Calandra Sebastianella, Domenico Lo Gozzo, Michele Caruso Scaffidi e Carmelo Munafò. Per Angelo Barbetta, Emanuele Bonfiglio, Giovanni e Saverio Iaquinta, Massimo Piscitello e Carmine Sepe, invece, la misura cautelare divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministratori.
Scirocco è ritenuto dagli investigatori vicino al clan mafioso di Barcellona. Appena due anni fa, nel 2024, è finito al centro di un’inchiesta della DIA di Milano su società create e intestate a terze persone per ottenere appalti pubblici in tutta Italia, alcuni legati ai fondi Pnrr (e anche alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026).
Ma l’imprenditore di Gioiosa Marea era anche stato arrestato nel 2011 nell’ambito di Gotha 1. Poi il coinvolgimento in un’altra inchiesta, a Caltanissetta, per presunta bancarotta fraudolenta legata ad alcune società che tra gli altri lavori erano interessati al cantiere del palazzo di giustizia.
La nota del legale di Scirocco
Intanto il legale difensore di Francesco Scirocco in una nota: “In attesa del doveroso approfondimento della corposa ordinanza cautelare, già ad una prima lettura, un dato emerge inequivoco: Francesco Scirocco non è un appartenente alla mafia, contrariamente a quanto sostenuto dalla Pubblica Accusa e, quindi, il contesto nel quale si sono verificati i fatti sottoposti allo scrutinio del Gip non è un contesto mafioso. Il Giudice ha così – mi auguro, definitivamente – chiarito la posizione del mio assistito ed ha rigettato la richiesta del PM in relazione ai reati di intestazione fittizia, estorsione e turbativa d’asta, escludendo, ovviamente, anche la aggravante della agevolazione mafiosa. Affideremo al giudizio del Tribunale del Riesame, ogni necessaria valutazione sia in tema di gravità indiziaria, che di esigenze cautelari”.

