Scurria, Capurro e Contestabile contro il criterio che assegna 0,50 punti all'anno senza limiti. Richiesta la rettifica della graduatoria
Polemica sulle modalità di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a Messina. I consiglieri comunali del gruppo “Scurria Sindaco per Messina Partecipazione” — Marcello Scurria, Giuseppe Capurro e Simona Contestabile — hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata rivolta al sindaco e all’assessore competente, chiedendo di rivedere le regole sull’anzianità di residenza.
Il nodo della residenza e il contrasto con la Costituzione
Nel mirino dell’iniziativa consiliare c’è il meccanismo introdotto con il Regolamento Erp (Edilizia residenziale pubblica) e recepito nel bando di gara. Nello specifico, i consiglieri spiegano: “Tale criterio attribuisce 0,50 punti per ogni anno di residenza nel Comune di Messina a partire dal terzo anno, senza alcun tetto massimo, consentendo di accumulare un punteggio potenzialmente illimitato”.
Secondo gli esponenti dell’opposizione, questa scelta si pone in aperto contrasto con i principi costituzionali e con le recenti pronunce dei giudici delle leggi. A tal proposito, la nota evidenzia che “questo meccanismo è in aperto contrasto con il consolidato orientamento della Corte costituzionale, da ultimo ribadito con la sentenza numero 1 del 2026, secondo cui qualsiasi disposizione che attribuisca alla permanenza sul territorio un peso tale da rendere recessivo lo stato reale di bisogno viola l’articolo 3 della Costituzione in materia di uguaglianza e ragionevolezza”.
La sproporzione nei punteggi assegnati
Per chiarire l’effetto distorto della norma sulla formazione delle graduatorie, i promotori dell’interrogazione riportano una simulazione numerica e fanno notare: “Un richiedente con 35 anni di residenza anagrafica accumula già 16 punti esclusivamente per effetto del criterio di anzianità — esattamente lo stesso punteggio massimo riservato a un nucleo familiare di quattro o più componenti con Isee compreso tra 0 e 3.000 euro”. Proseguendo nella loro disamina, i tre consiglieri rimarcano come “il criterio, nella sua applicazione concreta, finisce per annullare la centralità dello stato di bisogno, che è invece il presupposto costituzionale dell’edilizia residenziale pubblica”.
Le richieste all’amministrazione comunale
L’istanza presentata a Palazzo Zanca impegna l’amministrazione su quesiti ben precisi e chiede “se l’Amministrazione sia a conoscenza del citato orientamento della Corte costituzionale e se esso sia stato considerato nella fase di elaborazione del Regolamento Erp e del bando”. Inoltre, la nota sollecita gli organi di governo a chiarire “come l’Amministrazione intenda ripristinare la legalità, attraverso l’esercizio dei poteri di autotutela, la rettifica della graduatoria vigente con eliminazione del punteggio illegittimo (lettera H) e la modifica del Regolamento Erp”, oltre a specificare “entro quali termini concreti l’Amministrazione si impegna ad adottare i provvedimenti correttivi”.
Il rischio di contenziosi legali
La richiesta di intervento immediato nasce dalla necessità di prevenire possibili ricorsi legali e blocchi nelle consegne. In conclusione del loro intervento, Capurro, Contestabile e Scurria avvertono infatti che “alla data del deposito dell’interrogazione risultano già disposte o in corso di formalizzazione assegnazioni di alloggi sulla base della graduatoria viziata. Ogni giorno di inerzia consolida situazioni giuridiche il cui successivo annullamento risulterebbe più oneroso e potrebbe innescare un contenzioso seriale ai giudici amministrativi”.

