Sindacati sul piede di guerra a Palazzo Zanca per le "modifiche unilaterali del contratto" volute dalla segretaria generale. "Nessun intervento da parte del sindaco"
MESSINA – Dallo stato d’agitazione allo sciopero a Palazzo Zanca. Venerdì 31 luglio è in programma lo sciopero di tutti i dipendenti del Comune di Messina per 24 ore. Il personale turnista sarà in sciopero fino alla fine del turno, anche se supererà le 24. Ad annunciarlo i rappresentanti di Cgil Funzione pubblica, Uil Fp, Csa Ral e Sindacato italiano lavoratori polizia locale (Silpol).
I sindacati scrivono alla prefetta Di Stani, al sindaco Basile e alla Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, comunicando la decisione. La motivazione risiede nella “modifica unilaterale del Ccdi (Contratto collettivo decentrato integrativo) 2024 da parte della segretaria generale dell’ente Rossana Carrubba. E, ancora, nel ritardo del pagamento del salario accessorio 2025, solo parzialmente saldato a parte del personale dipendente. E solo dopo diffide e proclamazione dello stato di agitazione”.
“Nessun intervento da parte del sindaco”
E c’è una terza motivazione: “Nessun intervento da parte del sindaco per tentare la conciliazione tra le parti, stante la considerazione che non si tratta di un caso politico“. E infine la quarta motivazione: “Lo stato di tensione creatosi tra i dipendenti che non hanno certezze su quando sarà liquidato il salario accessorio 2025 e 2026”.
L’opposizione alla decisione della segretaria generale Carrubba
La grana è quella dei differenziali stipendiali per le Peo, Progressioni economiche orizzontali per il 2024. Con una nota precedente dei sindacati, a essere criticata è stata la decisione, frutto di una determina del 28 maggio, “della dottoressa Rossana Carrubba. La segretaria generale e direttrice generale del Comune di Messina, oltre a non dare seguito a quanto già posto in essere con e graduatoria provvisoria, ha inteso interpretare e modificare unilateralmente i criteri che allo stato attuale risultano individuati e definiti”. Il tutto andando contro, secondo i rappresentanti delle tre sigle, al “corretto mantenimento delle relazioni sindacali”. Da qui “la penalizzazione per 300 dipendenti, che perdono dai 50 ai 100 euro lordi mensili”.
Si tratta di una “progressione orizzontale risalente all’1 gennaio 2024, con una graduatoria con criteri meritocratici. Criteri, risorse e contingenti frutto di contrattazione con l’ex dg Salvo Puccio”. E che, per i sindacati, sono stati smentiti dalla dottoressa Carrubba.

