Il cimitero della mafia di Mazzarrà S.Andrea restituisce due corpi ma se ne cercano altri tre

Il cimitero della mafia di Mazzarrà S.Andrea restituisce due corpi ma se ne cercano altri tre

Il cimitero della mafia di Mazzarrà S.Andrea restituisce due corpi ma se ne cercano altri tre

giovedì 06 Gennaio 2011 - 17:28

Da giorni si scava a Piano Gorne dove sarebbero state sepolte numerose vittime della lupara bianca. Dal 1986 ad oggi scomparse trentatre persone

Una terribile pagina di storia della mafia barcellonese a poco a poco sta riaffiorando. I carabinieri avrebbero scoperto un cimitero della mafia a Mazzarrà S.Andrea. A Piano Gorne, una zona isolata fuori dal paese, sarebbero stati uccisi e poi sepolti decine di giovani vittime della lupara bianca. Per molti anni di loro non si è più saputo nulla. Ed a niente sono valsi gli accorati appelli dei familiari, le operazioni e gli arresti delle forze dell’ordine. Solo ora, grazie ad una fonte confidenziale, si comincia a sapere qualcosa dei tanti giovani inghiottiti nel nulla. E così i carabinieri da alcuni giorni stanno setacciando i terreni di Piano Gorne e mercoledì pomeriggio gli escavatori dei Vigili del Fuoco hanno portato alla luce i resti di due persone. Apparterrebbero a Natale Perdichizzi, 26 anni, un fabbro sparito da Mazzarrà S.Andrea il 23 luglio 1997, e ad Antonino Ballarino, 26 anni, scomparso da Basicò il 23 marzo del 1993. Saranno ora gli esami dei carabinieri del Ris di Messina a stabilire se si tratta proprio di quei due giovani spariti nel nulla.

Ma non basta. Anche oggi, nonostante la giornata festiva, si è continuato a scavare. Gli investigatori, coordinati dalla Procura distrettuale antimafia di Messina, cercano almeno altri tre corpi che potrebbero presto venire alla luce. Ma le ricerche dovrebbero essere estese anche in altre zone limitrofe. All’appello mancano, infatti, trentatre persone scomparse dal 1986 ad oggi. Un esercito silenzioso di cui si torna improvvisamente a parlare grazie ad un pentito che potrebbe far riscrivere una pagina per molti dimenticata della mafia messinese. Responsabile di questo autentico eccidio sarebbe il clan vincente dei Mazzarroti, affiliato a Cosa Nostra barcellonese. Un gruppo spietato che all’inizio degli anni novanta ha avviato la sua scalata al potere mafioso. A suon di omicidi ed attentati si è imposto sulle vecchie famiglie locali arricchendosi con gli affari legati alle discariche, agli appalti pubblici, al movimento terra. Gli avversari venivano sistematicamente eliminati. Molti venivano fatti sparire. Erano condotti a Piano Gorne, uccisi e sepolti in zone remote ed introvabili. Erano le vittime della lupara bianca. Il boss del gruppo, Tindaro Calabrese, da tempo è rinchiuso in carcere al 41 bis, coinvolto nelle operazioni Vivaio, Pozzo e Torrente. Ma anche senza di lui a Mazzarrà S.Andrea la famiglia gode ancora di timore e rispetto. Forse proprio nel ricordo di quegli anni in cui bastava poco per sparire dalla faccia della Terra.

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