Il giovane messinese ha iniziato la sua quinta stagione nel club con nuove responsabilità: "Il mio legame con la Sicilia? Sempre bellissimo"
TORINO – C’è anche un po’ di Messina nel cammino del Torino FC. Il giovane Gianmarco D’Arrigo, messinese ormai da anni trapiantato in Piemonte, è infatti il Responsabile Organizzazione del Settore Giovanile della società granata. Un ruolo di prim’ordine, ricoperto dopo cinque anni di percorso all’interno del club. E D’Arrigo, rimasto legato alla sua città pur non vivendoci più, lo ricopre con grande orgoglio. Lo ha raccontato lui stesso a Tempostretto, durante una breve intervista in cui ha spiegato quali sono i suoi compiti e parlato del suo cammino in questi ultimi anni.
Alla quinta stagione con il Torino ti prepari a un nuovo ruolo: emozionato?
“Molto emozionato. Da quando sono arrivato qui a Torino, ho subito visto il ruolo di Responsabile Organizzativo come un ruolo molto interessante. Mi ha affascinato fin da subito vedere tutte le sfaccettature che ci sono dietro l’organizzazione delle gare, delle trasferte e tutto quello che riguarda la parte organizzativa di un settore giovanile importante come quello del Torino FC”.
Per i profani, cosa fa un direttore organizzativo?
“Un responsabile organizzativo si occupa di tutta la gestione logistica e organizzativa delle squadre del settore giovanile, a partire dal quotidiano con l’organizzazione degli spostamenti per gli allenamenti, all’organizzazione del programma settimanale degli allenamenti in coordinazione con gli staff tecnici, l’organizzazione delle trasferte, e tutto quello che riguarda la parte organizzativa delle varie squadre”.
Quanto senti la responsabilità di dover coordinare un intero settore giovanile, per di più di una società storica del calcio italiano come il Torino?
“Tanta responsabilità. Qui al Torino abbiamo standard di gestione molto elevati e poniamo grande attenzione a tutto ciò che circonda i calciatori. Pertanto, la responsabilità è molta”.
Qual è stato il tuo percorso in questi anni e qual è stato il momento più emozionante?
“Il mio percorso è stato particolare perché, subito dopo essermi diplomato, nell’estate del 2022 ho lasciato casa e mi sono trasferito a Torino. Qui ho iniziato uno stage nella segreteria del settore giovanile, dove all’inizio mi sono dedicato alla segreteria scouting e, dopo una stagione, sono stato assunto come Segretario Scouting. Ciò mi ha permesso di vedere e vivere tutto il lavoro che c’è dietro la ricerca dei giovani calciatori e dietro il mondo degli osservatori. Nelle due stagioni successive ho iniziato a collaborare con l’area organizzativa e da lì ho iniziato a vedere anche tutta la parte organizzativo/logistica del settore giovanile. Dopo quattro stagioni sono riuscito ad ottenere questo bellissimo ruolo, ma sono sicuro che ancora ci sarà tanta gavetta da fare”.
Ormai vivi da qualche anno lontano, ma qual è il tuo legame con Messina?
“Il mio legame con Messina è molto bello. Purtroppo, con i ritmi che abbiamo non è semplice tornare spesso, ma quando c’è la possibilità ci torno molto volentieri. Stare con la mia famiglia e con i miei amici mi fa stare bene, ritornare a Messina è sempre speciale per me”.

