Il gruppo esprime piena solidarietà ai consiglieri di quartiere e stigmatizza ogni comportamento che possa limitarne la libertà di iniziativa e le prerogative istituzionali
La questione della direttiva Carrubba è stata sollevata attraverso il Question Time, per ottenere risposte chiare su una vicenda che incide sull’attività dei consiglieri e sul rapporto con i cittadini. Il gruppo Scurria sottolinea che «a preoccupare è soprattutto il ritardo istituzionale: nonostante il tempo trascorso, la questione non risulta ancora iscritta all’ordine del giorno del Consiglio». Per gli esponenti dell’opposizione «non è accettabile che una questione posta formalmente nelle sedi istituzionali resti sospesa senza un confronto consiliare e senza risposte concrete».
L’affondo sull’inerzia istituzionale e le promesse mancate
Secondo il gruppo politico non siamo di fronte a un semplice ritardo burocratico. Dal momento che «quando una questione riguarda le prerogative dei consiglieri e il funzionamento dei Consigli di quartiere, il silenzio e l’inerzia istituzionale assumono un peso politico». Il punto centrale evidenziato è che «mentre si parla di rafforzare i quartieri attraverso maggiori competenze e poteri, nei fatti si rischia di limitarne gli strumenti di iniziativa e di controllo». Gli esponenti ribadiscono con forza che «non si può promettere più autonomia ai quartieri e, contemporaneamente, lasciare senza seguito le questioni che riguardano le prerogative dei loro rappresentanti».
La richiesta di risposte concrete e tempi certi
Il gruppo Scurria rimarca che «il Question Time non può diventare un rito» e che «una risposta formale non può essere il punto finale di una questione che richiede un confronto politico e istituzionale». Per questo motivo, fanno sapere dal gruppo, «servono tempi certi, risposte concrete e, quando necessario, una discussione in Consiglio. Il gruppo Scurria continuerà a chiedere che la questione venga affrontata senza ulteriori rinvii», ricordando che «ai quartieri servono più competenze, più poteri e più autonomia. Non ritardi, silenzi e limitazioni». La conclusione è un monito netto: «Difendere le prerogative dei consiglieri significa difendere la rappresentanza dei cittadini e il ruolo delle istituzioni sul territorio».

