Il consigliere metropolitano confida in un intervento istituzionale decisivo per sbloccare la situazione
Il consigliere metropolitano Domenico Santisi ha scritto al Prefetto di Messina, Cosima Di Stani, per chiedere un intervento istituzionale sulla vicenda della bretella sul torrente Fiumedinisi, la cui mancata riapertura continua a determinare il transito dei mezzi pesanti diretti ai cantieri del raddoppio ferroviario di Nizza attraverso il centro abitato.
Lo scorso febbraio, su iniziativa dello stesso Santisi, era stato convocato presso la Città Metropolitana di Messina un tavolo tecnico al quale avevano partecipato il Comune di Nizza di Sicilia, RFI, ANAS e l’Autorità di Bacino con l’individuazione di un percorso condiviso per consentire la riapertura della bretella. A distanza di mesi, però, manca ancora il provvedimento dell’Autorità di Bacino che non ha ancora ritirato l’ordine di demolizione della struttura, necessario a completare l’iter e rendere operativa la soluzione individuata.
“Dopo avere sollecitato l’Autorità di Bacino a definire gli ultimi adempimenti necessari – ha spiegato il consigliere metropolitano – ho ritenuto doveroso coinvolgere anche il Prefetto quale massima autorità dello Stato sul territorio provinciale. La riapertura della bretella consentirebbe ai mezzi pesanti provenienti da Messina e diretti ai cantieri RFI di Nizza di raggiungere direttamente le aree di lavoro senza attraversare il centro abitato, riducendo sensibilmente il traffico pesante e aumentando le condizioni di sicurezza per cittadini e residenti. Pur non risolvendo definitivamente tutte le criticità legate alla viabilità dei cantieri, la riapertura consentirebbe di eliminare una parte significativa del traffico pesante che oggi grava sulle nostre comunità, in attesa della realizzazione dei collegamenti autostradali previsti”.
“Le comunità locali – ha aggiunto Santisi – non possono continuare a sopportare da sole le conseguenze di una situazione che incide quotidianamente sulla qualità della vita dei nostri concittadini e presenta evidenti profili di sicurezza pubblica. Confido che il coinvolgimento del Prefetto possa favorire il necessario coordinamento tra tutti gli enti interessati e consentire di chiudere definitivamente una vicenda per la quale esiste già una soluzione condivisa. È una questione di sicurezza”.

