Si allarga l'inchiesta nata dalle denunce del notaio Silverio Magno
Messina – Slitta la decisione del giudice di Messina sulle denunce del notaio Silverio Magno e di un altro massone, maturate all’ombra dello scontro interno al Grande Oriente d’Italia, dal quale Magno è stato espulso dando vita ad un’autonoma loggia che fa parte della Federazione delle logge di San Giovanni.
Inchiesta della Procura sullo scontro massonico, di cosa si parla
Il venerabile della loggia della Ragione messinese, al culmine dello scontro all’interno del Goi per la scelta dei vertici nazionali, ha denunciato un’articolata campagna diffamatoria on line ai suoi danni , portata avanti da fratelli messinesi e di altre zone d’Italia. Magno ha anche denunciato l’accesso abusivo alla corrispondenza. E davanti al Giudice per le indagini preliminari di Messina ci sono tre massoni, un palermitano originario di Ragusa e due messinesi, per i quali il sostituto procuratore Massimo Trifirò, titolare del caso, ha richiesto. Oggi il Gup Torre per ha deciso “di non decidere”, rimandando tutto al prossimo 26 novembre.
L’udienza di oggi a Messina, le novità
All’udienza di oggi infatti sia l’avvocato Salvatore Giannone che l’avvocato Giuseppe Irrera hanno prodotto una corposa documentazione. Da un lato il primo, legale che assiste i tre indagati, ha allegato agli atti una memoria difensiva che ripercorre i mesi a cavallo tra il 2024 e il 2025 caratterizzati dall’infuocato scontro all’interno dell’obbedienza massonica italiana, fornendo la versione dei fatti dei tre fratelli sulle vicende contestate.
Il fascicolo si ingrossa, ecco i documenti
Il legale ha depositato in particolare le decisioni adottate dai tribunali massonici nei confronti di Magno, alias “Il cavaliere nero” e l’altro fratello massone che ha denunciato e che è parte offesa, entrambi assisti dall’avvocato Irrera. In allegato, quindi, Giannone ha depositato anche la tavola d’accusa contro Magno che ha portato alla sua espulsione. Dal canto suo il legale dei due querelanti ha invece prodotto i documenti che ricostruiscono i risvolti della vicenda che riguardano uno dei due fratelli, a cominciare dall’annullamento dell’espulsione dell’altro fratello messinese costituitosi insieme a Magno, riammesso nel Goi ad aprile 2026.
I prossimi step e perché la Procura vuole archiviare

Vista la mole di atti, il Giudice ha accordato un termine a difesa alle parti per permettere loro di consultare il fascicolo, che ora si fa più corposo. Si torna in aula tra due mesi circa, quindi, per capire che piega prenderà la vicenda giudiziaria scaturita dalla spaccatura interna alla massoneria italiana, ancora in fermento. La Procura intanto ha ribadito la richiesta di archiviazione delle ipotesi di indagine, basata sul fatto che gli accertamenti non sono riusciti a portare all’identificazione dell’anonimo che stava dietro i contenuti diffamatori e l’accesso abusivo alle mail del notaio Magno. Conclusione contestata dall’avvocato Irrera che ha chiesto un approfondimento dell’indagine. Stalking, accesso abusivo e diffamazione i reati contestati dal notaio e l’altro fratello messinese, mentre la Procura ha ravvisato soltanto le ultime due ipotesi.

