Mauro Longo, giochi di ruolo e librogame: alla scoperta del "fantasy" autore messinese - Tempostretto

Mauro Longo, giochi di ruolo e librogame: alla scoperta del “fantasy” autore messinese

Giuseppe Fontana

Mauro Longo, giochi di ruolo e librogame: alla scoperta del “fantasy” autore messinese

sabato 20 Agosto 2022 - 08:00

Da Faro a Milano (ma vive in Croazia) per lavorare da direttore creativo e curatore editoriale della Acheron, che punta tutto sul "fantastico italiano". Ecco la sua storia

MESSINA – Si definisce “Faroto” e pur essendo nato e cresciuto a Messina, a Faro, vive ormai in Croazia da tempo. Mauro Longo eccelle in un’attività che sembra di nicchia ma in realtà non lo è. Lui è direttore creativo di una casa editrice di Milano che crea e pubblica libri interamente dedicati al “fantasy”, a miti, leggende, e storia di luoghi italiani, ma anche ai librigame e a quei giochi di ruolo ormai sempre più in voga da decenni. A spiegarlo è proprio lui, con passione e chiarezza, da autore e direttore di collane che hanno conquistato spazio in un settore sempre più prolifico.

Mauro, la sua è un’attività molto particolare. Ci spiega quale?

“Sono direttore creativo e curatore editoriale di una casa editrice di Milano, Acheron, che ha come obiettivo quello di puntare sul fantastico italiano e di esportarlo in tutto il mondo. E quando diciamo fantastico italiano parliamo di autrici e autori del nostro paese, ovviamente, ma anche di storie, leggende, imprese, miti, curiosità e trovate che pescano direttamente nell’immaginario italiano: la nostra letteratura, i nostri paesaggi, la nostra storia millenaria, i popoli e le civiltà che hanno occupato il nostro territorio, ma anche i nostri personaggi popolari, modi di dire e tormentoni. Insomma Made in Italy, Shared Worldwide. Abbiamo una sede in Italia e una negli Stati Uniti, una distribuzione internazionale, decine di autori e collaboratori, localizzazioni in altre cinque lingue. In tutto questo io mi occupo del settore gaming: seguo le collane dei giochi di ruolo e dei librogame, molte delle quali hanno inanellato straordinari record italiani e successi internazionali”.

Com’è nato questo suo percorso, che mischia lavoro e passione?

“Tutto parte dalla mia passione per la narrativa fantastica, per il gioco di ruolo e per i libri-gioco, tutti passatempi che quando avevo 10-15 anni, prima della diffusione a tappeto dei PC e delle consolle, erano conosciuti anche nella nostra Messina. Giocavo di ruolo con i compagni di scuola e altri amici dell’epoca, ci scambiavamo i librogame di Lupo Solitario e Ninja che prendevamo alla libreria Obelix, provavamo a creare qualcosa assieme lanciando dadi e menando goblin con HeroQuest, Dungeons & Dragons e Uno Sguardo nel Buio”.

“Avete presente Stranger Things? Beh, vi rivelo un segreto: gli anni ’80 sono esistiti anche a Messina. Anche da noi c’erano decine di giocatori, magari un po’ nascosti, magari che non si conoscevano e interagivano tra loro, ma esistevano sicuramente. Ci si dava appuntamento da Obelix, o alla Cassaforte del Vecchio Papero o al negozio Hobby e Modellismo, e si provavano i primi timidi tentativi di formare gruppi e nuove amicizie, che naufragavano quasi sempre. Fatto sta che la mia passione è proseguita anche quando ho lasciato Messina per andare all’università, poi è diventata blogging una quindicina di anni fa e da questa attività di creazione di contenuti indipendente sono pian piano passato a lavorare per case editrici sempre più importanti, come autore, addetto stampa, community manager e social media manager. Alla fine, dopo un decennio di collaborazioni di vario tipo, oggi posso dire di aver coronato la passione di un tempo e di essere finito a fare esattamente quello che sognavo trenta anni fa, a Messina”.

Che effetto fa essere partiti da Messina ed essere conosciuti ora in tutto il mondo?

“Non esageriamo, il cammino è ancora bello lungo e i colleghi italiani con cui competere sono tanti, per fortuna (ride, ndr). Tra l’altro, ieri stesso ho incontrato in città Giuseppe Rotondo e Umberto Spaticchia, entrambi messinesi e che lavorano nello stesso settore, e per certi versi e in certi settori sono più celebri di me. Giuseppe è il più grande autore italiano dello stile “old school” e pubblica ormai solo in inglese, Umberto viene invitato in tutta Italia a presentare Dungeons & Dragons e il suo canale è uno dei più importanti del settore, ma qui chi li conosce? Dobbiamo purtroppo constatare che Messina è ricca di autori e professionisti del mondo del gioco, a livello nazionale e internazionale, ma che da noi rimangono completi sconosciuti… è un peccato!”

Perché, secondo lei, in Sicilia si tende a sottovalutare o non conoscere queste realtà?

“Bella domanda, ma la rigiro. Nessuno sembra essersi ancora accorto che il mondo del gioco oggi muove passioni, persone, interessi e denaro in maniera maggiore a musica, sport, cinema, televisione, letteratura e teatro messi assieme, e che nella nostra città ci sono diverse eccellenze da questo punto di vista. La mia previsione è che tra qualche anno qualcuno si sveglierà e proverà a fare qualcosa, male e di fretta, senza capire nulla di quello che sta succedendo e senza accorgersi che è già in ritardo di venti anni su altre realtà, anche italiane, molto più competitive. Catania e Palermo sono già partite, per esempio”.

Dove può portarti la sua attività? Qual è il suo sogno?

“La mia aspirazione è quella di continuare a crescere in questo settore, toccando forme di gioco che ancora ho solo sfiorato: il videogame, la televisione interattiva, il boardgame. Sono tutte contaminazioni che stanno già avvenendo da ormai cinque anni, per chi sa dove guardare, e che continueranno a esplodere almeno per i prossimi cinque. Mi piacerebbe portare le mie idee, i miei giochi, i miei libri, le mie storie, i miei mondi fantastici a un livello ancora più globale e contribuire a far conoscere sempre di più il patrimonio culturale, letterario, paesaggistico e storico italiano (e siciliano). Ho già fatto molte cose da questo punto di vista, ma il cammino è appena cominciato”.

Che rapporto ha con Messina e cosa si sentirebbe di dire ai giovani che magari sognano di svolgere la sua stessa opera di scrittura?

“A Messina ormai non vivo più da tanto tempo, anche se cerco sempre di tenermi aggiornato e scavare continuamente nella sua storia, nelle sue leggende, nei suoi misteri. Uno dei miei primi libri è “Il Codice Cariddi”, che parla proprio di queste cose. A chi si affaccia all’età adulta e vorrebbe lavorare nel modo del gioco, quello che mi sento di poter dire è che si tratta di uno dei (pochissimi?) settori in espansione nel mondo del lavoro di questi anni: autori, creatori di contenuti, atleti di e-sport, programmatori, developer, twitcher, youtuber, divulgatori, influencer, game designer e narrative designer… E’ tutto in crescita e le opportunità sono tante, bisogna però crederci davvero, formarsi per bene, seguire tutto quello che succede, presenziare a fiere e convention, girare un po’ l’Italia, partecipare a concorsi e iniziative comuni, insomma “svegliarsi e darsi da fare” perché il mondo non aspetta noi. Tutti stanno già correndo e se si vuole entrare in questo mondo bisogna allenarsi, fare riscaldamento e iniziare a correre a nostra volta”.

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