Messina Social City. Fiadel: "Cattiva gestione da anni, dove eravate prima?"

Messina Social City. Fiadel: “Cattiva gestione da anni, dove eravate prima?”

Redazione

Messina Social City. Fiadel: “Cattiva gestione da anni, dove eravate prima?”

giovedì 24 Settembre 2026 - 10:57

Il sindacato punta il dito contro i ritardi della politica e chiede risposte urgenti su gestione, contratti e risorse

La gestione della Messina Social City finisce ancora al centro del dibattito cittadino, ma questa volta a intervenire con toni duri è la Fiadel. L’organizzazione sindacale contesta apertamente il clima politico delle ultime ore, definendo gli scontri in Consiglio comunale e le recenti scoperte sui disservizi aziendali come un ritardo ingiustificato.

«Tutta questa romanzina e gli scontri che si stanno consumando in Consiglio Comunale fanno solo una cosa: allontanare ancora di più i lavoratori dalla politica», denunciano dal sindacato, evidenziando come le criticità non siano una novità. «Si parla oggi di “vaso di Pandora”, ma la cattiva amministrazione e le storture della Messina Social City sono state sempre denunciate per prime dalla Fiadel. E allora la domanda sorge spontanea: dove erano in tutti questi anni i consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione? Perché ci si accorge solo ora di ciò che noi gridiamo da tempo?».

Il nodo delle denunce e l’esclusione dai tavoli

Il sindacato ricorda le battaglie portate avanti nel corso del tempo, sottolineando il prezzo pagato per aver sollevato il problema della dirigenza precedente. «Nel 2024 la Fiadel e una delegazione di lavoratori hanno chiesto la rimozione dell’ex presidente Asquini al sindaco Basile e al leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca. Il risultato? Siamo stati esclusi dai tavoli negoziali sia sulla Taormina Social City che alla Messina Social City», spiegano i rappresentanti sindacali, che ribadiscono tuttavia la bontà della scelta originaria: «Come Fiadel, siamo stati i primi sostenitori dell’internalizzazione dei servizi sociali. Difendiamo con fermezza quella scelta di campo — che ad alcuni di noi è costata anche molto cara».

Nonostante la difesa dell’internalizzazione, il sindacato rimarca come la situazione attuale richieda un’inversione di rotta immediata da parte dei vertici dell’amministrazione comunale. C’è infatti un fatto innegabile su cui, secondo la sigla, il sindaco Federico Basile e l’assessora Alessandra Calafiore «devono dare risposte immediate sia ai lavoratori che agli utenti: la gestione della Messina Social City è stata lasciata allo sbaraglio, nelle mani di nessuno. Pretendiamo trasparenza e pretendiamo che venga garantito l’accesso completo ad atti e documenti aziendali che ancora oggi ci vengono impediti e negati! A noi poco importa degli intoppi procedurali di queste ore (e ci chiediamo, tra l’altro, dove fosse prima la segretaria generale). A noi interessa la tutela dei lavoratori e della collettività».

Le richieste e l’affondo sui fondi

La nota si chiude con un avvertimento chiaro a tutte le forze politiche affinché tengano i partiti lontani dalla gestione dei servizi sociali e con una serie di richieste programmatiche ben precise inserite direttamente nel corpo del testo.

«Giù le mani dalla Messina Social City e dai lavoratori da parte di tutti gli appetiti politici», tuona il sindacato, passando poi a elencare le priorità improrogabili. La sigla sindacale esige innanzitutto garanzie sui diritti e sulle tutele dei dipendenti, puntando sul cambio di contratto, sulla riqualificazione, sullo stop immediato al precariato e su una reale stabilizzazione. A questo si unisce la richiesta di dire basta a consulenze e affidamenti esterni, invocando l’allontanamento di figure e incarichi estranei alla missione della partecipata. Infine, viene chiesta totale trasparenza sulle risorse, pretendendo chiarimenti sui motivi della diminuzione dei fondi per l’anno in corso e sull’impatto reale che ciò avrà sui servizi offerti alle famiglie.

Sul fronte economico e contrattuale interviene direttamente la segretaria Clara Crocè, che lancia un appello diretto ai rappresentanti di Palazzo Zanca: «Tutti i consiglieri comunali non devono promettere e non fare, ma devono assicurare le risorse per migliorare le condizioni economiche ai lavoratori, superando il part-time».

L’obiettivo resta quello di ottenere una svolta netta nella dirigenza e nella programmazione futura. «Vogliamo risposte chiare su come verrà gestita l’azienda da qui in avanti», concludono dalla Fiadel. «I lavoratori e i cittadini meritano rispetto e trasparenza, non schermaglie d’aula arrivate fuori tempo massimo. La Messina Social City non si tocca, ma la gestione va cambiata adesso».

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