Messina, un "gemello digitale" per prevedere e risolvere problemi in tempo reale

Messina, un “gemello digitale” per prevedere e risolvere problemi in tempo reale

Giuseppe Fontana

Messina, un “gemello digitale” per prevedere e risolvere problemi in tempo reale

lunedì 27 Luglio 2026 - 13:30

È quanto presentato in mattinata, ma su cui i dipartimenti lavorano da anni. Si tratta di una rete tra telecamere, server e sensori (oltre 40mila) da cui estrapolare dati e modelli: come funziona

MESSINA – Negli anni scorsi sono stati presentati diversi progetti legati alla digitalizzazione e al controllo della città. Ad esempio Me@gis o MeSm@rt, il primo sulla fibra e la trasmissione dei dati e il secondo sulle decine di telecamere con cui è stato creato un sistema di videosorveglianza in grado di osservare la città. Ci sono stati i progetti Cloud@Me con l’implementazione della sala server a Palazzo Zanca, ma anche ForestaMe con i sensori sugli alberi per monitorarne la salute. Ora tutti questi sistemi “impareranno” a dialogare tra loro. È questo, in sintesi, ciò che punta a fare in prima battuta il progetto del gemello digitale, che il Comune di Messina sta realizzando sul modello di Roma Smart City.

Gemello digitale: il dialogo tra oltre 40mila sensori

Da questo dialogo, che coinvolgerà oltre 40mila sensori in tutta la città, saranno estrapolati dati e modelli che grazie all’intelligenza artificiale saranno analizzati per diversi scopi. Il primo è il pronto intervento in caso di problemi specifici in una zona della città. Il secondo è, invece, il prevedere tali problemi: ad esempio una cellula temporalesca in arrivo, che potrebbe creare allagamenti. E così facendo Messina vuole essere in grado di risolvere il problema ancora prima del problema stesso, creando meno disagi possibili ai cittadini.

Basile: “Lavoriamo per migliorare la qualità di vita”

A presentare il gemello digitale sono stati Federico Basile e Laura Castelli. Il sindaco ha spiegato: “Il nostro impegno è per il bene della città. Messina porta avanti investimenti sul tema da anni. Fin dal primo giorno del nostro lavoro abbiamo utilizzato le risorse per uno scopo preciso, cioè migliorare la qualità della vita dei messinesi. Abbiamo fatto investimenti importanti e oggi Messina ha una delle infrastrutture più ricche d’Italia. Oggi parliamo del Gemello digitale, che ci porta a 3 aspetti. La prevenzione per offrirci il tempo di agire prima, penso ad allagamenti o altre situazioni. Poi la programmazione attraverso i dati. E infine l’esaltazione del capitale umano, che va messo nelle condizioni di lavorare al meglio. Guardiamo a Roma Smart City Lab per confrontare i nostri programmi e replicare qui a Messina questo modello”.

Mondello: “Analisi dei dati e previsione di scenari”

Al fianco di sindaco e vicesindaca anche Leandro Aglieri, presidente della Consulta Roma Smart City Lab, Maurizio Mondello, Responsabile per la Transizione Digitale, e il professore Massimo Villari, dell’Università degli Studi di Messina. Mondello ha spiegato: “Siamo partiti da un concetto e cioè mettere al centro il cittadino. L’amministrazione deve percepire, comprendere ed elaborare ogni esigenza del singolo cittadino e deve farlo in maniera oggettiva, con i dati. Il gemello digitale analizza questi dati e fa previsioni. Cosa abbiamo fatto? Costruito una serie di silos, come fossero tessere di un puzzle. Siamo partiti da MeSm@rt, dalle telecamere e dai sensori, poi la fibra del progetto Me@gis, il progetto Cloud@Me con la sala server migliorata per diventare l’infrastruttura di questo gemello digitale, i sensori sugli alberi di ForestaMe e così via. Tutto questo va messo insieme per fare analisi dei dati e fare previsione di scenari”. Si parla di sensori in linguaggi diversi, oltre 40mila “terminazioni nervose” sul territorio che andavano messe in contatto tra loro. E cioè far dialogare le reti tra loro.

Il gemello digitale avrà come interfaccia una piattaforma 3D in grado di riprodurre interamente la città nei suoi 214 chilometri quadrati. Il sistema basato sull’IA e su diversi modelli di calcolo validati in collaborazione con Unime potranno simulare scenari con un orizzonte temporale tra 24 e 72 ore. Non solo allagamenti, ma anche problemi legati alla viabilità o all’energia e l’ analisi della qualità dell’aria.

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