Morte Riccardo Spadaro. Tre associazioni: oltre alla ricostruzione dei fatti si mantenga l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro

Morte Riccardo Spadaro. Tre associazioni: oltre alla ricostruzione dei fatti si mantenga l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro

Morte Riccardo Spadaro. Tre associazioni: oltre alla ricostruzione dei fatti si mantenga l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro

venerdì 16 Luglio 2010 - 11:00

La morte di Riccardo Spadaro, giovane trovato cadavere dopo molte ore dalla morte nella sala macchine della piscina del Palace Hotel Silvanetta di Milazzo, oltre allo sconforto che umanamente ne deriva per la tragica fine di una giovane vita, pone e deve porre seri interrogativi non soltanto nella ricostruzione della dinamica dei fatti, delle circostanze, delle eventuali responsabilità legate al decesso, ma anche delle ulteriori responsabilità di quanti, ad ogni livello, hanno sempre il “dovere istituzionale” di occuparsi di lavoro e di quali siano le condizioni e la qualità del lavoro in Italia, in Sicilia, a Milazzo.

A sostenerlo l’associazione antimafie Rita Atria, il Presidio Antimafie “Rita Atria” Libera Milazzo-Barcellona con l’Associazionismo Sindacale di Base CUB, che elevano la propria denuncia contro «il dilagare del lavoro nero, del lavoro sotto ricatto, del lavoro fortemente discriminante il sesso e la razza, del lavoro malpagato, del lavoro che non ha diritti ed ancor più del lavoro a rischio della propria vita», perché, «ancor più di questi tempi nei quali si pretende l’unanimità sulla negazione dei diritti dei lavoratori (pena il licenziamento), “i diritti e fare sicurezza” negli ambienti di lavoro “costano” e perché, fatta eccezione di casi di magistrature autorevoli (si veda Guariniello sul caso ThyssenKrupp che contesta l’omicidio volontario), i casi delle morti cc.dd. “bianche” difficilmente ricevono “giustizia” nei tempi e nei modi dovuti ai familiari».

«Chiediamo allo Stato/Istituzione di aprire finalmente gli occhi su tutto ciò e di agire ancora prima che si verifichi l’irreparabile – scrivono Nadia Furnari, Santa Mondello e Santo Laganà -. Vicini a Riccardo ed ai suoi familiari agiremo noi stessi nelle sedi preposte per fare chiarezza ed ottenere giustizia».

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