Il deputato del Pd sollecita l’intervento del Governo nel campo dello sviluppo e dell’occupazione: «Paradossale dire che la crisi è alle spalle. 700mila posti di lavoro ballano. Al sud vive una generazione fantasma»
Un’analisi cittadina per -testare- la situazione occupazione nel Paese. Questo l’obiettivo del Pd, che ha organizzato per oggi “Obiettivo Lavoro”, un incontro per discutere di sviluppo e di rilancio nel settore dell’impiego. Protagonista l’ex Ministro Cesare Damiano, oggi capogruppo Pd Commissione Lavoro, in città per un confronto diretto con la realtà territoriale. Dopo la conferenza stampa di presentazione di questa mattina, il deputato si è recato alla stazione marittima per un faccia a faccia con i marittimi di Rfi, mentre nel pomeriggio, alle 17, si terrà il convegno presso il salone delle bandiere del Comune, al quale parteciperanno anche il parlamentare Francantonio Genovese e il prof. Guido Signorino.
«Il quadro nazionale attuale è drammatico – ha dichiarato Damiano ai giornalisti -. Il Governo non c’è più perché non c’è una maggioranza politica e mentre ci si sofferma sulla vita privata del premier e del presidente della Camera, si insiste dicendo che la crisi è alle spalle. Questo non è vero. Quando lo dicevamo noi parecchi mesi fa ci veniva risposto che era solo demagogia. Adesso si è aggiunta anche la voce di Emma Marcegaglia, presidente degli industriali. La pazienza è finita per loro, figuriamoci per i lavoratori».
Damiano parla anche di numeri. «Più di due milioni di persone in Italia è interessata dalla cassa integrazione. 700mila posti di lavoro che ballano, non tutti i “parcheggiati” in cassa integrazione torneranno a lavorare. L’assenza di un Ministero che si occupi di questa situazione testimonia l’assenza totale di interventi nei settori lavoro e sviluppo. I governi di moltissimi Paesi, in questa fase così difficile, hanno deciso di intervenire. Perfino l’America. Noi invece rimaniamo vincolati al liberismo, nonostante lasciare fare al mercato si è dimostrata una terapia perdente. La situazione nel Mezzogiorno poi è davvero pesante. Vive una generazione fantasma, che studia più della precedente ma continua a non avere certezze per il presente e per il futuro. Con i lavoretti non si campa e con le promesse non si può crescere».
L’ex Ministro dunque piazza l’interventismo statale al primo posto tra le medicine utili per curare questo terribile virus chiamato crisi. Un male che specialmente al sud continua a mietere “vittime”.
