De Luca:«Scoperti 50 mln di euro». Signorino: «Speriamo le cifre siano giuste» - Tempostretto

De Luca:«Scoperti 50 mln di euro». Signorino: «Speriamo le cifre siano giuste»

De Luca:«Scoperti 50 mln di euro». Signorino: «Speriamo le cifre siano giuste»

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lunedì 24 Settembre 2018 - 06:46

Nuovo botta e risposta tra l’attuale sindaco e l’ex amministratore, che non se le mandano a dire

«Continua il nostro lavoro di verifica dei bilanci del comune di Messina. Oltre settemila capitoli già verificati ed oltre 50 milioni di euro di somme scoperte e liberate perché dimenticate nei cassetti dal 1985 in poi ». Con questo post, pubblicato sabato sera alle 22.27 sulla sua pagina Fb, il sindaco Cateno De Luca ho dato il “la” all’ennesimo botta e risposta con l’ex assessore Guido Signorino.

Oggetto del contendere : il riaccertamento straordinario. Il primo cittadino rivendica di aver svolto la ricognizione in maniera capillare, come nessuno aveva mai fatto prima; l’ex amministratore replica mettendo persino in dubbio la veridicità del dato contabile diffuso da De Luca.

Ma vediamo lo scambio di “messaggi” tra i due.

LA NOTA DI SIGNORINO

Sono stato chiamato in causa sui “50 milioni”. NON sarò breve. Mistikid colpisce ancora: “50 milioni trovati a seguito del ‘riaccertamento straordinario dei residui’: un’operazione che non era mai stata fatta nel Comune di Messina!” Diciamo subito qual è la bugia e poi raccontiamo la storia dei “riaccertamenti straordinari”, spiegando cosa sono. “Il riaccertamento straordinario NON E’ MAI STATO FATTO A MESSINA!!!”. Oooopss! Peccato sia almeno la quarta volta in venti anni. È stato fatto sotto Providenti, poi nel 2012 (non ricordo se sotto Buzzanca o sotto Croce) e infine nel 2015-16 sotto Accorinti. De Luca lo rifà ai fini della “relazione di inizio mandato”. Come si fa a dire che “non era mai stato fatto a Messina”? Comunque delle due l’una (come vedremo): o i dirigenti avevano mistificato prima, occultando risorse, o dopo cinque anni di gestione Accorinti emerge un attivo di 50 milioni, un tesoretto-tesorone lasciato all’amministrazione seguente!

Ad ogni modo, De Luca deve dirci quando si è accorto di questo baule pieno di dobloni. Appena IERI avevamo letto di essere sull'orlo del baratro e STAMATTINA scopriamo di essere nell'Eldorado. Evidentemente è successo tutto in una notte: una notte insonne trascorsa a rivedere 7.000 poste di bilancio (circa 1.000 l'ora), trovando all'improvviso un orizzonte nuovo e progressivo. Più modestamente mi sembra si confermi il fatto che Messina non merita il dissesto e che, con il piano a 20 anni, potrà ben riequilibrare le finanze attivando un percorso di crescita e sviluppo. E' il piano dell'Amministrazione Accorinti. Ben lieti che vada avanti, assolutamente contrari ai tagli alle spese per i servizi ai cittadini.

Ma cos’è il “riaccertamento”? I “residui” sono le partite sospese degli anni precedenti: debiti non saldati (residui passivi) e crediti non riscossi (residui attivi). Sono un pezzo dell’intossicazione dei bilanci pubblici. Ogni anno, a chiusura di contabilità, i dirigenti devono dichiarare quali poste devono essere mantenute come attivo (crediti non riscossi) o come passivo (debiti non pagati) nel bilancio seguente. È questo il “riaccertamento ordinario”. Il riaccertamento straordinario è un approfondimento intenso di questa opera di rivalutazione dei crediti e debiti del Comune: operazione fatta (come detto), almeno, tre volte in venti anni prima di De Luca: da Providenti, Buzzanca – o Croce, non ricordo – e Accorinti.

Che succede col “riaccertamento” dei residui? Se si cancellano crediti ritenuti non riscuotibili si aggrava la finanza comunale (si riduce l’attivo); se invece si cancellano debiti ritenuti non più dovuti la situazione finanziari migliora (si riduce il passivo). Il rischio è che “giocando” sapientemente si generino risorse in realtà inesistenti (ad esempio, si cancellano debiti in realtà esistenti e si mantengono crediti in realtà non esigibili; si generano così attivi inesistenti e, magari, contenziosi che generano debiti fuori bilancio). Con Providenti il riaccertamento produsse una montagna di soldi e il Ragioniere Generale dell’epoca venne chiamato “il mago”, perché venivano fuori con facile frequenza saldi “attivi”. Nello stesso tempo (e negli anni seguenti) esplosero i “debiti fuori bilancio”, che venivano non inseriti nei bilanci seguenti, posticipandone l’emersione (si dice: mettere la polvere sotto il tappeto).

La revisione straordinaria del 2012 (propedeutica alla procedura di riequilibrio) portò invece alla cancellazione netta di 23 milioni di residui “attivi” (crediti insussistenti o inesigibili). Nei nostri 5 anni il confronto coi revisori sulla materia dei residui è stato molto intenso ogni anno, ed è stato causa dell’allungamento dei tempi di produzione dei bilanci consuntivi (e, per conseguenza, dei previsionali).

Tra la fine degli anni ’90 e il 2015 i bilanci dei Comuni sono stati “zavorrati” da risorse figurative che, in realtà in molti casi non c’erano. Questo è un fatto devastante per i bilanci. Nel 2015 il passaggio al nuovo sistema di contabilità obbligò tutti i Comuni (compreso Messina) a uno scrutinio molto più accurato dei residui. In tutti i Comuni emerse un “disavanzo tecnico” di varia entità e i bilanci divennero più “duri” (minori risorse attive), ma più “veritieri”.

Nel Comune di Messina l’Amministrazione Accorinti avviò una capillare azione di formazione sui nuovi criteri, coinvolgendo il Centro Studi Enti Locali. Non si poterono più mantenere i “residui” semplicemente dichiarati dal Dirigente, ma i Dirigenti dovevano indicare con precisione l’identità del creditore o del debitore, spiegando il motivo del mantenimento. L’operazione fu molto complessa e lunga e si concluse all’inizio del 2016. Emerse un “disavanzo tecnico” di circa 100 milioni. E il Governo consentì di “spalmare” questo disavanzo in 30 anni (ogni anno il Comune paga circa 3,5 milioni di “rata” per questo disavanzo). Il disavanzo tecnico è una delle voci di impiego del “Piano di riequilibrio”. Un’operazione-verità fondamentale.

Dopo il “riaccertamento straordinario” sul consuntivo 2014, i Dirigenti hanno compiuto “ordinariamente” il riaccertamento a ogni seguente consuntivo, applicando gli stessi criteri di “certezza del creditore o del debitore” nel confermare o cancellare i residui per le contabilità seguenti. L’operazione deve essere fatta sotto la responsabilità e con la piena autonomia dei dirigenti, per evitare che questa possa essere viziata da pressioni politiche.

Oggi De Luca ha rifatto questa operazione, procedendo evidentemente alla cancellazione di 50 milioni netti di residui passivi (inclusi mutui “ridestinabili”). I Dirigenti che hanno mantenuto fino ai mesi precedenti questi residui, privando il Comune delle relative risorse, dovranno spiegare come mai. E l’auspicio è che non si siano commessi errori (sono certo che i revisori vigileranno con la stessa attenzione da sempre riservata alla valutazione di questa importante operazione), perché sono state proprio queste le operazioni che avevano causato lo sfascio della finanza pubblica locale non solamente a Messina, ma in molti Comuni d’Italia.

Voglio sperare che le cifre siano giuste e che non ci siano partite d’azzardo giocate sui messinesi.

LA REPLICA DI DE LUCA

Non comprendo gli attacchi dell’ex assessore al bilancio della giunta Accorinti, sfiduciato dallo stesso Accorinti, in merito alle risultanze emerse dal nostro riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi.

Non è colpa mia se mai nessuno si è messo a fare la verifica capitolo per capitolo di bilancio come ho fatto io in presenza del collegio dei revisori dei conti e del ragioniere Generale in contraddittorio con i vari dirigenti.

Il presidente del Collegio dei revisori dei conti ha affermato che il riaccertamento effettuato nel 2015 si è fatto in modo parziale ed a campioni di capitoli (circa il 10% sul totale ) e non per tutti i capitoli come ho fatto io in questa circostanza.

Non è colpa mia se il comune di Messina è stato amministrato da dilettanti allo sbaraglio come il professore Signorino che continua a confondere la cassa (i famosi 50 milioni lasciati da Accorinti e dovuti ad un accreditamento della rata ordinaria dei trasferirmi dello Stato di qualche settimana prima) con la situazione strutturale di un bilancio.

D’altronde che il professore Signorino non capisse nulla di bilanci lo ha appreso anche Accorinti che dopo qualche anno gli ha revocato la delega al bilancio.

Solo degli imbecillì lasciano nel cassetto delle somme mentre il comune sta fallendo e solo degli ignoranti si fanno prendere in giro da alcuni dirigenti del comune che hanno occultato la situazione ma con me non ci sono riusciti.

Mentre Accorinti possiamo assolverlo per non aver compreso il fatto (non ha mai capito nulla di amministrazione ) il professor Signorino va ricoverato perche’ è ormai fuori di testa e domani disporrò un TSO !

Comunque aspetto il Signorino ed i suoi sodali ad un bel confronto pubblico sulla relazione di inizio mandato che sto redigendo e che, arrivato a questo punto, dovrà essere più rigorosa del previsto e senza sconti per nessuno !

3 commenti

  1. Pubblica o dai copie ai giornali così leggiamo anche Noi .Ovviamente a chi sa leggere i bilanci come me.Io non ti credo senza offesa.

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  2. libero professionista 24 Settembre 2018 07:18

    Sarebbe alquanto opportuno, per dovere di cronaca e chiarezza nei confronti di noi tutti cittadini, che il Collegio dei Revisori dei conti confermasse, con una nota ufficiale o un articolo sulla presente testata giornalistica, se è vero quanto affermato dal Sindaco De Luca: e cioè se che il riaccertamento effettuato nel 2015 dalla precedente giunta sia stato fatto in modo parziale ed a campioni di capitoli (circa il 10% sul totale ), e non per ciascun singolo capitolo del bilancio come afferma di aver fatto oggi lo stesso Sindaco De Luca.
    Giusto per comprendere chi amministra con competenza e diligenza e chi no.
    Invito quindi il Collegio dei Revisori a fare chiarezza al più presto.

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  3. e pigghiti chista ,prufissuri.

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