A riportare il palazzo al suo antico splendore è un'impresa di donne: "Molti turisti si fermano incuriositi"
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – Sarà la sede del nuovo Palagiustizia di Messina. I lavori di ristrutturazione dell’ex Banca di Roma continuano e dovrebbero concludersi nei prossimi mesi. Gli interventi all’interno sono stati avviati nel 2024, mentre nel 2025 ha avuto inizio la fase di restauro conservativo dei due prospetti. Quello in via Garibaldi è quasi completato ed è già stato smontato il ponteggio. Anche in via I Settembre i lavori sono alle battute finali, manca solo la velatura.

Il restauro conservativo fa riemergere la “graniglia messinese”
A riportare il palazzo degli anni ’20 al suo antico splendore è un’impresa di donne. A raccontare il delicato lavoro di recupero è la restauratrice Rosaria Catania Cucchiara. “Il nostro lavoro consiste nel conservare ciò che ci è pervenuto. Non manomettere, non mortificare e non aggiungere. Noi non dobbiamo abbellire ma tirare fuori la matericità originale della pietra artificiale, tipica della ricostruzione di Messina post terremoto”, racconta. “Dopo il 1908 la maggior parte degli edifici del centro storico della città sono stati ricostruiti con materiali che imitavano la pietra, appunto pietra artificiale. Ma in realtà venivano utilizzati materiali molto poveri, come appunto il cemento e la graniglia”, aggiunge Catania Cucchiara spiegando come è nata la cosiddetta “graniglia messinese”.

Elementi decorativi deteriorati e pitturati negli anni ’90
Il loro lavoro di restauro conservativo sta proprio nel recuperare o riprodurre l’effetto della graniglia su tutta la facciata, compresi gli elementi decorativi e i balconi. “Quando abbiamo iniziato a intervenire il prospetto era in pessime condizioni, completamente ammalorato. Il palazzo è possente e costruito bene ma la parte interna, il ferro dell’armatura deteriorato, spingendo verso l’esterno aveva lesionato gran parte dell’apparato decorativo. Inoltre negli anni ’90 un lavoro di restauro maldestro ha danneggiato ulteriormente il manufatto architettonico poiché sono andati a pitturare tutte le superfici con uno strato plastico che ha soffocato l’interno e aggravato il deterioramento”, aggiunge la restauratrice. Per togliere la pittura grigia è stato fatto un lavoro di microsabbiatura attentissimo centimetro dopo centimetro. Un volta recuperata tutta la materia originale si arriva alla fase finale che è quella della velatura, ovvero si stende un velo protettivo trasparente che serve a proteggere dalla pioggia, dal sole o dalla salsedine.

L’impresa di donne che affascina i turisti
A lavorare in via Garibaldi tutti i giorni sotto il sole da più di un anno sono 4 donne. Oltre a Rosaria, a capo dell’impresa, ci sono la sorella Gaetana Catania Cucchiara, Patrizia De Gaetano e la new entry Mary Sanò. “Mi occupo di restauro di edifici architettonici della mia città da 20 anni. Da circa 15 lavorano con me due ragazze e da pochi mesi si è aggiunta una quarta restauratrice. La via Garibaldi è una strada di passaggio, molto trafficata ma anche battuta ogni giorno da turisti e croceristi che sbarcano dalle navi. In tantissimi nel periodo estivo si sono fermati a osservarci o fotografare il palazzo, anche molto incuriositi nel vedere un’impresa di sole donne a fare un lavoro così affascinante e faticoso”, racconta.

Ecco il nuovo volto dell’ex Banca di Roma dopo il lavoro di restauro conservativo.













