Verso le elezioni
Presentati i candidati alle Politiche del Partito comunista dei lavoratori. Tra i punti principali del programma: l'espropriazione delle banche e delle fabbriche. "Siamo l'alternativa alla destra, alla sinistra ed ai capipopolo"
Giovedì, 7. Febbraio 2013 - 16:27
Scritto da: Rosaria Brancato
Categoria: politica


 

“Siamo alternativi alla destra, alla sinistra, ai tanti Masanielli di turno e ai capipolo, ma anche ai Vendola e ai Grillo. Siamo l’unica sinistra comunista”. Le parole di Giacomo De Leo, candidato alle Politiche per il Partito comunista dei lavoratori, servono a tracciare l’identikit di una forza politica che non vuole essere confusa con chi ha perso le radici per strada, gli attuali Pd, che hanno “tradito” i valori iniziali.

Nella saletta commissioni di Palazzo dei Leoni i candidati del Pcl a Camera e Senato, tutti in ordine alfabetico “perché tra noi non ci sono differenze, decideremo poi chi dovrà andare a sedersi in Parlamento, hanno spiegato le priorità del programma.

Attilio D’Asdia, Giacomo Di Leo, Giovanni Interdonato, Carmelo Del Popolo Campione, Angelo Franchina, Vito Giunta, Umberto Pulejo  (Senato) e Antonio Trinchera (Camera), hanno le idee chiare: nessun compromesso nei confronti di una realtà nella quale l’economia comanda sulla politica.

“Espropriazione delle banche, occupazione delle fabbriche, ad esempio Termini Imerese, nazionalizzazione delle fabbriche- spiega De Leo- sono le uniche scelte da seguire, perché i lavoratori devono avere il controllo di tutto, non può essere tutto in mano all’economia”.

Non mancano le frecciate agli altri partiti, dal centro-destra reazionario, ai “traditori” di Rifondazione Comunista o di Sel che “si sono venduti per un piatto di lenticchie e qualche sottogoverno o ministero. Per non parlare degli Idv confluiti negli arancioni”. Quanto alla Rivoluzione di Ingroia “quando alcuni magistrati si mettono insieme e scendono in politica iniziamo ad avere un po’ di paura del troppo giustizialismo. Monti, Bersani e Berlusconi hanno votato insieme “le peggiori misure contro le pensioni ed i lavoro e per conto dei banchieri si contendono il prossimo governo”. I candidati del Pcl ne hanno anche per Grillo, che ha attaccato i sindacati auspicandone la cancellazione quando invece i sindacati sono un baluardo dei diritti dei lavoratori.

“Io sono nel partito comunista dal ’79- spiega Carmelo Del Popolo Campione- e sono rimasto comunista. Sono loro che col tempo si sono spostati sempre più verso il liberalismo sfrenato, come dimostra l’ultimo governo Monti rimasto in piedi grazie ai voti del Pd. Non dovrebbe chiamarsi Pd, è ormai un partito liberaldemocratico”.

L’unica vera forza anticapitalista e dalla parte del lavoro e dei lavoratori quindi è il Pcl, già presente alle recenti elezioni regionali. Il loro sogno è “una Repubblica dei lavoratori” in cui a comandare siano le esigenze sociali del lavoro e non il profitto, in cui la dittatura dei banchieri lasci il posto all’autonomia dei lavoratori.

Rosaria Brancato

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