S'indaga sulla morte di Antonino Alibrandi. La famiglia vuole sapere se poteva essere salvato.
E’ ancora ricoverata in ospedale la moglie di Antonino Alibrandi, morto domenica scorsa al Policlinico dove era stato trasportato dopo un incidente avvenuto in tangenziale. L’auto guidata dal marito ha impattato contro il guard rail ed entrambi sono rimasti gravemente feriti. Mentre il marito non ce l’ha fatta, la donna è ancora affidata alle cure mediche.
Caso Antonino Alibrandi, gli step dell’indagine
Intanto la famiglia ha chiesto alla Procura di Messina di approfondire la vicenda per verificare, in particolare, se Antonino Alibrandi poteva essere salvato. Così la sostituta procuratrice Anita Siliotti, titolare del caso, ha affidato l’autopsia alla professoressa Elvira Ventura Spagnolo. L’esame medico legale sarà effettuato lunedì prossimo 14 settembre, poi ci vorranno 3 mesi perché il dossier completo della consulenza arrivi sul tavolo della Procura. Intanto però la PM avrà alcune prime indicazioni dagli altri accertamenti, ordinati per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Sotto la lente in particolare i tempi dei soccorsi.
Incidente in tangenziale, la dinamica
Antonino Alibrandi e la moglie viaggiavano in direzione di Messina di rientro da San Filippo del Mela, dove erano andati a trovare il figlio. In tangenziale l’uomo ha accusato un malore ed ha imboccato l’uscita di Giostra, per accostare in sicurezza e chiamare i soccorsi. Ha però perso il controllo del mezzo prima di poterlo fare, sbattendo contro il guard rail.
Perché la famiglia accende i fari sui soccorsi
Mentre i vigili del fuoco lavoravano per estrarre i due occupanti dalle lamiere del veicolo, sul posto sono arrivate due ambulanze. La prima – ha scritto la famiglia nell’esposto presentato dall’avvocato Giuseppe Carrabba – non era medicalizzata ed ha prestato le prime cure alla moglie di Alibrandi, poi portata in ospedale. L’81enne è stato trasportato soltanto dopo, su un secondo mezzo del 118. E’ morto al Policlinico per choc emorragico.

