L'accusa è di falso in atto pubblico
I carabinieri di Taormina stanno eseguendo una misura cautelare personale emessa dal giudice del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura di Messina nei confronti di 5 persone, che vede la contestazione dei reati di “associazione per delinquere” finalizzata alla “falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” e alla “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”.
Il provvedimento dispone gli arresti domiciliari per il sindaco di Forza d’Agrò, Bruno Miliadò, il consigliere comunale Emanuele Di Cara, un’agente, Carmela Bartolone, e un ausiliario del traffico della locale Polizia Municipale, Carmelo La Rocca, nonché il divieto di dimora nel luogo di residenza per un altro consigliere comunale, Joseph Bondi, tutti di Forza d’Agrò.
Le indagini svolte, che hanno fatto registrare il coinvolgimento anche di altre 67 persone, hanno permesso di ipotizzare l’esistenza di un sodalizio criminale dedito a una serie indeterminata di falsi in atto pubblico, consistiti in molte attestazioni di residenza mendaci, tese ad inquinare le elezioni dell’8 e del 9 giugno 2024, per il rinnovo del Consiglio Comunale e la carica di sindaco di Forza d’Agrò.

E le persone che hanno votato in quel Comune con finta residenza?