Antonella Russo: "Dagli eventi spot a un vero sviluppo per Messina" L'INTERVISTA

Antonella Russo: “Dagli eventi spot a un vero sviluppo per Messina” L’INTERVISTA

Marco Olivieri

Antonella Russo: “Dagli eventi spot a un vero sviluppo per Messina” L’INTERVISTA

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mercoledì 01 Aprile 2026 - 07:30

La candidata sindaca del centrosinistra ribadisce di essere "fieramente alternativa a Basile/De Luca e alla destra con Scurria. A partire al no al ponte"

di Marco Olivieri

MESSINA – Antonella Russo, candidata sindaca del centrosinistra e consigliera del Pd, come far rimanere i giovani a Messina? E come attrarre capitali e investimenti e favorire una sana imprenditorialità?

“Ci stiamo confrontando come coalizione su questo tema. E si tratta del tema dei temi. Viviamo uno spopolamento, una desertificazione giovanile davvero allarmante. Siamo una popolazione sempre più anziana, con risorse sempre meno attrattive, perché la forza migliore della città se ne va. Una parte di coloro che si formano fuori potrebbe tornare. Ma se non creiamo uno sviluppo economico strutturale nulla cambierà. Uno sviluppo che non passa dai tirocini formativi, che non passa dal lavoro a tempo determinato, che non passa dalle assunzioni del Comune, che certamente non disdegniamo. Ma che riguardano poche centinaia di persone. Così non abbiamo risolto il problema”.

E cosa si può fare?

“Occorre creare un tavolo tecnico generale, con il Comune baricentrico, favorendo l’interlocuzione con gli ordini professionali e l’università. Si assiste invece a uno scollamento, ad esempio, tra scuola e università. Va benissimo l’arrivo degli studenti stranieri ma i nostri dove sono? Il passaggio dalla scuola all’università deve diventare più fluido, soprattutto in relazione alle prospettive di lavoro all’interno della città. Un’occasione avrebbe potuto essere sicuramente l’I-Hub, che avrebbe potuto attrarre delle grandi risorse. Però non sappiamo se e quando questo polo sarà realizzato. E se porterà uno sviluppo sotto l’aspetto dell’alta tecnologia in città”.

Che ruolo deve avere in questo ambito l’amministrazione comunale?

“Deve avere un ruolo centrale per avviare un dialogo con i gruppi imprenditoriali di fuori. E per offrire a investitori anche di altre città, di altre nazioni, l’opportunità di trovare a Messina determinate caratteristiche che non ci sono in altre realtà. Questi investitori, grazie a un rapporto di fiducia con l’amministrazione, devono capire che esiste un terreno fertile in città. Penso alle nostre caratteristiche turistiche e a quelle del nostro porto. Dobbiamo attrarre investitori che scommettano su Messina nel campo della cultura, dello sport e in qualsiasi tipo di settore”.

Non è stato fatto dall’amministrazione Basile?

“Il limite è stato quello di fare degli eventi, penso al Sud Innovation Summit, o a quelli per i tirocinanti, senza dar vita a interventi strutturali. Di sviluppo strutturale in città io non ne vedo. Non ho visto una grande politica. Non ho visto una grande visione. Solo la logica dei grandi eventi, lasciando scoperti pure dei settori culturali, come quelli letterari e teatrali. Ma questi eventi, oltre ai costi notevoli, cosa lasciano di strutturale a Messina? Non credo che lascino granché. Quali sono i risultati del Sud Innovation Summit dopo tre edizioni? Ha fatto assumere a tempo indeterminato qualche giovane della nostra città in un’impresa messinese? Ha consentito che qualche giovane rimanesse in città? E quali imprese di fuori si sono stabilite qui?”.

Un altro compito fondamentale del Comune è quello di snellire la burocrazia e rendere così più semplice la possibilità d’investire a Messina…

“Certo, noi dobbiamo snellire determinati processi che possono pure favorire gli esercizi commerciali. Servono sportelli formativi e informativi al Comune, in modo da porre le condizioni di sfruttare risorse significative, come i finanziamenti a fondo perduto per le donne e per le nuove generazioni. Il Comune deve davvero diventare la casa di vetro nella quale ogni cittadino sa che riesce a trovare una sorta di aiuto per quello che vuole realizzare. Non deve essere una struttura respingente o a disposizione di pochi. Deve diventare davvero la casa di tutti. Bisogna aprire degli sportelli, dentro al Comune, per indirizzare i cittadini che vogliono fare impresa, che vogliono attrarre risorse”.

Programma, liste, squadra di assessori: a che punto siete?

“Il programma, frutto di confronto quotidiano nella coalizione, è pronto e sarà presto divulgato. Per le liste, il nostro approccio è quello di candidare le persone che davvero ambiscono a svolgere il ruolo di consigliere comunale. Per quanto la squadra di assessori, per me è fondamentale che sia di altissimo livello, con i maggiori esperti che la città offre nei vari campi. Quasi tutti provenienti dalla società civile. Serve un’apertura nei confronti di pezzi della società che sono disinteressati alla politica. Siamo noi che dobbiamo cercare quel mondo. Non dobbiamo aspettare che siano gli esponenti della società civile a cercare la coalizione di centrosinistra”.

Perché votare Antonella Russo e non gli altri candidati?

“A me interessa che la cittadinanza abbia un quadro netto e chiaro dell’offerta politica e amministrativa della coalizione del centrosinistra. Chiarezza e nettezza che non vedo negli altri schieramenti. Siamo in contrapposizione rispetto a Sud Chiama Nord e lo abbiamo dimostrato, come Partito democratico, in Consiglio comunale, senza nessun tipo di posizione altalenante. L’opposizione è stata netta e ci candidiamo in una prospettiva e visione politica della città alternativa alla destra e a Basile e De Luca”.

Ma è sembrato cogliere nelle parole del segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, qualche segnale d’apertura futura con Sud chiama Nord in ottica regionale…

“Non ho il diritto di fare una sorta d’interpretazione autentica delle dichiarazioni fatte dal segretario regionale. Ma Barbagallo ha soltanto detto che, a livello regionale, dove incidono altre dinamiche che non sono quelle messinesi, sia il centrosinistra, sia ScN, sono impegnati nell’opposizione al governo Schifani. Il Pd è sempre stato coerente, dal 2022, nel dire che il presidente Schifani non fosse adeguato. Cateno De Luca, invece, prima l’ha attaccato. Poi, per un anno e mezzo, lo ha qualificato come padre nobile, e si è passati dall’annuncio di una possibile alleanza alla rottura. Per ora siamo convergenti a livello regionale. E vogliamo far finire questa catastrofica esperienza del centrodestra alla Regione prima possibile. Ma a Messina saremo sempre in alternativa a Cateno De Luca, così come alla destra”.

In questo periodo lei ha ribadito l’opposizione al ponte sullo Stretto

“Ho firmato il patto no ponte a Torre Faro (con l’altro candidato sindaco Gaetano Sciacca, n.d.r.). E, come candidata sindaca e come coalizione progressista, siamo fieramente contro il ponte sullo Stretto. Noi ci siamo per difendere la città da un progetto sbagliato e inutile. Ci siamo per un percorso alternativo di sviluppo sostenibile per l’area dello Stretto, che ne valorizzi il ruolo logistico, infrastrutturale e la bellezza
straordinaria. Vogliamo concepire un’area metropolitana dello Stretto che includa le città di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria insieme”.

Cosa pensa dell’atteggiamento nei confronti del ponte di Basile e Scurria?

“L’ex sindaco Basile è stato un po’ di qua e un po’ di là. Sul tema ha ondeggiato parecchio. Non ha mai espresso la sua contrarietà alla grande opera, sostenendo invece che la città di Messina deve essere ascoltata. Anche la trasmissionePresaDiretta su Rai Tre ha certificato un dato di fatto, che smonta prese di posizioni ambigue assunte a fasi alterne da Federico Basile e Cateno De Luca. La coalizione di centrosinistra è l’unica contraria alla costruzione del ponte sullo Stretto. E sabato pomeriggio, in occasione della risicata manifestazione sì ponte, il candidato di centrodestra, civico con dietro i partiti di centrodestra, dov’era? La sua mentore (la sottosegretaria Matilde Siracusano, n.d.r.) era lì ovviamente. Perché Scurria non ci ha messo la faccia? In realtà, loro sono spaccati su tutto. Noi coerentemente contro il ponte (con una distinzione nel caso di Italia Viva, che non è no pontista, n.d.r.) e per un vero sviluppo strutturale. Il progetto di Salvini, inoltre, va ricordato, fa acqua da tutte le parti, come ha dimostrato la Corte dei conti”.

Il giudizio sull’amministrazione uscente, dunque, per voi è negativo…

“Sì. Noi diciamo no al clientelismo, ai lavori precari e alle promesse senza prospettiva. Basti pensare a come la città si ritroverà nel 2027, quando i fondi extrabilancio utilizzati per i lavoratori assunti nelle partecipate non saranno sostituiti. Diciamo no a una politica fatta di liste costruite solo per raccogliere consenso o che si alimenta costantemente con i soldi della gente attraverso cene e palasport elettorali. La nostra è una coalizione unita, credibile, fondata su un impegno condiviso di città del futuro”.

Un sogno o un progetto?

“Messina deve diventare una vera città del mare, con una strategia turistica strutturata e non episodica come quella presentata da Basile. I dati dimostrano che la città non si arricchisce con eventi spot:
serve continuità. Ed è centrale anche il tema della mobilità sostenibile e della qualità della vita urbana. Vogliamo una città libera dal traffico pesante, più vivibile e attenta all’ambiente. Proprio in contrapposizione con la visione proposta da Basile, da Scurria e soprattutto dal centrodestra”.

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