Messina. Frode fiscale, sequestrati 8 milioni di euro a società di compro oro

Messina. Frode fiscale, sequestrati 8 milioni di euro a società di compro oro

Redazione

Messina. Frode fiscale, sequestrati 8 milioni di euro a società di compro oro

sabato 30 Maggio 2026 - 08:16

Nel mirino della Gdf un giro di false fatture intorno la Gold&Gold. Qualche giorno fa la sentenza

MESSINA – La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 8 milioni di euro a una società di compro oro di Messina. L’inchiesta della Procura di Messina riguarda la Gold&Gold, attiva nel commercio di metalli preziosi, indiziata di frode fiscale diretta all’evasione delle imposte per 8 milioni di euro mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 33 milioni di euro.

Il provvedimento di sequestro per equivalente arriva dopo l’inchiesta del Nucleo tutela patrimonio del comando provinciale della Gdf che ha fatto luce su quello che per gli investigatori è un “modus operandi”, posto in essere dall’azienda e dal suo rappresentante legale che, avvalendosi di fornitori privi di reale capacità produttiva e organizzativa, hanno dato copertura contabile, mediante il ricorso alle fatture per operazioni inesistenti, a moltissime operazioni di approvvigionamento di argento e oro, da parte dei fornitori effettivi del metallo prezioso di illecita provenienza, sorpassando i canali ufficiali.

Il ruolo dell’Agenzia delle Entrate e le indagini

Il quadro indiziario, attestante la natura “cartolare” delle fatture utilizzate, si è alimentato anche dal contributo dell’Agenzia delle Entrate di Messina che ha emesso, con tempestività, appositi provvedimenti di cessazione d’ufficio delle partite Iva riconducibili alle imprese “cartiere” utilizzate dagli indagati per giustificare rapporti commerciali inesistenti. Le investigazioni condotte attraverso l’esecuzione di specifiche indagini fiscali mediante il ricorso ai poteri di polizia economico finanziaria, hanno consentito di denunciare cinque persone per le ipotesi di reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, nonché di emissione di fatture false.

Sequestro dopo le assoluzioni, ricorso pronto. Parla l’avv. Candido

I fatti contestati nel provvedimento riguardano le stesse vicende che sono state definite qualche giorno fa con una sentenza di assoluzione di tutti gli imputati. Il procedimento nasceva da una precedente inchiesta sui rapporti tra compro oro attivi tra Messina e Palermo e una famiglia mafiosa del capoluogo siciliano. “Ritengo di avere sufficienti e trancianti argomenti per chiedere al Tribunale del Riesame (cui adirò a stretto giro) l’annullamento del nuovo sequestro ma non riesco a trovare le parole per spiegare ai miei assisiti perché, dopo tre anni di calvario giudiziario terminato con una pronunzia liberatoria, si ritrovano ora a dover subire un nuovo – devastante – sequestro che si fonda sulle medesime contestazioni (e su identiche argomentazioni giuridiche) già vagliate da un Giudice terzo e da questi ritenute insussistenti all’esito di un lungo processo”, spiega l’avvocato Bonaventura Candido che assiste la società insieme alla collega Daniela Chillè.

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