Con la graduatoria di Open Innovation Sicilia arrivano in città i progetti Sicily Open Lab e Si-Shub. Ecco come funzioneranno i servizi per il tessuto economico e le nuove aziende
La graduatoria definitiva di Open Innovation Sicilia consegna a Messina un buon risultato: due progetti ammessi al finanziamento su sedici complessivi in tutta la Regione, per un totale di quasi 1,8 milioni di euro destinati allo sviluppo tecnologico e all’imprenditoria locale. Un traguardo che punta a rafforzare l’intero tessuto economico.
Come funzionano i due progetti ammessi
Il primo intervento finanziato è Sicily Open Lab, promosso da So.Ge.Pa.T. (società del Patto Territoriale, realtà partecipata dalla Camera di Commercio). L’iniziativa si configura come un laboratorio tecnologico permanente e aperto. Non si tratta di finanziamenti a pioggia per poche realtà, ma della creazione di uno spazio attrezzato con macchinari avanzati, strumenti di prototipazione e programmi di ultima generazione. Piccole e medie imprese locali potranno accedere a questa struttura per digitalizzare i propri processi, testare nuovi prodotti e collaborare con il mondo della ricerca, senza doversi far carico di costi insostenibili per le singole strutture operative.
Il secondo pilastro è Si-Shub (Sud Innovation Sicily Hub), gestito dalla società Onda Srls in partenariato con LifeGate Way, che hanno cofinanziato il progetto con 135mila euro. Si tratta di un acceleratore di impresa da quasi un milione di euro di piano complessivo, sostenuto da un finanziamento regionale di 855 mila euro.
La struttura selezionerà, tramite un bando pubblico aperto alle startup di tutta la Sicilia, dieci realtà innovative operanti nei settori chiave della regione, dall’economia del mare all’agroalimentare, fino a energia, salute e turismo. Per 12 mesi, le aziende emergenti vincitrici seguiranno un percorso di accelerazione ospitato e gestito direttamente a Messina, dove le aziende individuate saranno tenute ad aprire una propria sede operativa per fruire dei servizi e delle attività sul campo. Oltre l’80% del finanziamento pubblico andrà a beneficio di queste dieci imprese sotto forma di contributi diretti e servizi gratuiti di affiancamento, con l’obiettivo di rafforzarne la presenza sul mercato e stimolare oltre 750mila euro di investimenti privati. Un percorso di crescita che mira a lasciare un’impronta duratura sul territorio, puntando a generare più di 45 nuovi posti di lavoro qualificati all’interno delle stesse aziende.
In attesa dei decreti di finanziamento e dell’apertura della sede operativa definitiva, Palazzo Zanca ha confermato la propria disponibilità a individuare gli spazi necessari sul territorio per consentire l’avvio immediato delle attività.
Basile: “Merito del Sud Innovation Summit”
«Due progetti non arrivano per caso – evidenzia il sindaco Federico Basile –. Arrivano perché in questi anni Messina ha costruito un ecosistema, e il Sud Innovation Summit ne è stato il motore più visibile: ha portato in città operatori nazionali, investitori e relazioni. Quando scegliemmo di sostenere il Summit, qualcuno parlò di eventi senza ricadute: oggi rispondono i fatti».
«La Regione, con questo avviso, ha aperto una partita nuova per le startup siciliane e Messina si è fatta trovare pronta – prosegue il primo cittadino –. Il Comune ha accompagnato questo percorso e ha sostenuto formalmente la candidatura di Si-Shub insieme a Università, Cnr, Camera di Commercio, Sicindustria e Città Metropolitana, senza gravare di un euro sul bilancio comunale. Creare le condizioni perché gli investimenti arrivino è il compito di un’amministrazione. Ora il lavoro è moltiplicarli».

