Incidenti stradali a Messina, "obiettivo vittime zero entro il 2030"

Incidenti stradali a Messina, “obiettivo vittime zero entro il 2030”

Marco Olivieri

Incidenti stradali a Messina, “obiettivo vittime zero entro il 2030”

lunedì 27 Luglio 2026 - 09:00

La presidente dell'Aivfs, Cassaniti Mastrojeni, commenta le morti su strada di Riccardo Coglitore, Giulia Scimone e Vincenzo La Foresta. A partire da un articolo su Tempostretto

MESSINA – Da anni Tempostretto dedica attenzione al tema sempre drammatico e tragicamente attuale degli incidenti stradali. E abbiamo ricevuto dalla professoressa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, madre di Valeria Mastrojeni (nelle foto il suo ricordo nella zona dell’incidente) e presidente dell’Aivfs, Associazione italiana familiari e vittime della strada, un commento, che pubblichiamo.

“Ancora morti in strada: Riccardo Coglitore, Giulia Scimone e Vincenzo La Foresta”

Così la presidente dell’associazione: “La rivoluzione morale al servizio della vita. È la riflessione del giovane messinese, Pasquale Mollo, su Tempostretto, dopo le tragiche morti a Messina il 6 giugno di Riccardo Coglitore, 15 anni, il 29 giugno di Giulia Scimone, 16 anni, e il 10 luglio di Vincenzo La Foresta, 49 anni. L’Aivfs chiarisce che si tratta di cambiare i comportamenti attraverso una rivoluzione interiore che ciascuno deve compiere, istituzioni e cittadini, finalizzata a capire che siamo esseri in relazione, dotati di libertà e, pertanto, responsabili delle nostre scelte. Scelte con le quali noi possiamo costruire o distruggere la nostra dignità e la civile convivenza, possiamo addirittura togliere a noi stessi e agli altri il diritto di vivere”.

Valeria Mastrojeni, ricordo


E ancora: “Come sappiamo chi ha investito la sedicenne Giulia Scimone, anche il 40enne che ha investito Vincenzo La Foresta (l’indagine per omicidio stradale è in corso e la moto, appena immatricolata, risultava priva di copertura assicurativa, n.d.r.) ha un nome ed è giusto che la comunità sappia chi ha compiuto il reato, adottando comportamenti che creano grave allarme sociale. Non si tratta di mera curiosità ma di servire la verità per sostenere la prevenzione: conoscere il nome di chi adotta simili comportamenti è essenziale per tutelare l’incolumità nostra e dei nostri figli da un pericolo presente sulle strade della nostra città. La rivoluzione morale, a partire dai ruoli apicali fino ai cittadini, si sostanzia nel servizio ai valori, che richiede l’uso etico della libertà, con la consapevolezza che siamo chiamati a compiere sia la scelta giusta tra bene e male, tra verità e menzogna, tra egoismo e solidarietà, sia superare il gap tra le parole e i fatti. Il tutto compiendo, come sollecita l’Aivfs, azioni concrete per raggiungere gli obiettivi che qualificano il nostro ruolo in uno stato di diritto: tutelare il prioritario diritto di vivere, senza il quale gli altri diritti decadono”.

“Anticipiamo l’obiettivo Ue di Vittime zero nelle strade: a Messina nel 2030 e non nel 2050”


Da qui “la sfida dell’Aivfs è anticipare al 2030 sulle strade delle nostre città l’obiettivo Vittime zero, il cui raggiungimento è previsto dall’Unione europea su tutti i territori nel 2050, tenendo conto delle indicazioni del Safe System (modello di gestione della sicurezza per prevenire gli incidenti stradali, n.d.r.)”.

Quell’appello nel 2023: “Basta stragi stradali, la patente va tolta per sempre”

Era il giugno 2023 quando abbiamo intervistato Pina Cassaniti, dirigente scolastica in pensione, e così si pronunciava: “Dobbiamo fermare la strage stradale e arrivare a zero morti. Per fare questo occorre rendere efficaci le sanzioni, diminuendo l’entità dei punti della patente da decurtare ma rendendo definitiva la loro perdita. Perdere tutti i punti, con ulteriori trasgressioni, dovrebbe significare non avere più la patente per tutta la vita. Si tratta di un’altra pandemia, di un problema di sanità pubblica ma non è trattato con lo stesso rigore con cui è stato affrontato il Covid”.

Il ricordo di Valeria Mastrojeni

La professoressa Cassaniti ha trasformato la sua ferita indelebile in un impegno quotidiano e senza sosta. Ma che cosa accadde alla figlia? Non smettiamo di ricordarlo. Era la sera del 20 giugno 1997. Valeria Mastrojeni aveva 17 anni e aveva appena trascorso una serata spensierata con il fratello e un amico. Ma, all’improvviso, quando era il momento di rientrare a casa, venne travolta da un’auto che correva a 100 km orari in via San Filippo Bianchi. Sono trascorsi 29 anni e oggi Valeria avrebbe 46 anni. Marcello Mastrojeni si è salvato e anni dopo si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sull’omicidio colposo. Una stele ricorda la ragazza, lì dove ha perso la vita.


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