Il tavolo regionale del centrosinistra a sostegno del procuratore di Palermo. "Subito una verifica sulla condizione drammatica delle carceri siciliane"
“Le carceri non sono più sotto il controllo dello Stato”. L’allarme del procuratore di Palermo Maurizio De Lucia e la replica del ministro della Giustizia Carlo Nordio (“Frasi gravissime”) hanno provocato la reazione, riportata dall’Ansa, del coordinamento del tavolo regionale del centrosinistra in Sicilia. La sintesi della posizione del campo largo è: “De Lucia va ascoltato, il ministro Nordio si dimetta”.
Nei giorni scorsi il procuratore ha ricevuto la solidarietà dell’Anm, Associazione nazionale magistrati (“Da Nordio attacco scomposto e inaccettabile”).
“Dimissioni immediate di Nordio, il governo invece di affrontare i problemi attacca la magistratura”
Ecco la nota delle forze progressiste: “Il governo e il centrodestra invece di attaccare la magistratura, dovrebbero prendere atto del loro assoluto fallimento e il ministro Nordio deve rassegnare immediatamente le proprie dimissioni. Le parole del procuratore De Lucia non vanno strumentalizzate, ma ascoltate. Mentre la mafia nei quartieri popolari, a Palermo come nel resto della Sicilia organizza nuove generazioni criminali, sfruttando l’assenza sociale dello Stato, e le carceri siciliane, che versano in condizioni inaccettabili sia per i detenuti che per gli agenti della polizia penitenziaria, finiscono nel caos, il governo risponde con un nuovo e brutale scontro frontale con la magistratura”.
“Subito una verifica sulla condizione drammatica delle carceri siciliane”
“Una scelta gravissima – sottolinea il tavolo del centrosinistra in Sicilia – perché ancora una volta questo governo isola e delegittima i magistrati che combattono lo strapotere criminale che continua a mortificare la nostra terra. Il campo progressista siciliano manifesta unito tutta la sua vicinanza al procuratore De Lucia e chiede con forza che lo Stato non arretri, che il ministero della Giustizia non minimizzi e che si apra subito una verifica seria sulla condizione drammatica delle carceri siciliane”. “Urgono infatti – si legge ancora nel documento – interventi immediati per sradicare il controllo e il potere della criminalità nei luoghi di detenzione, ma anche per garantire ai detenuti una reclusione dignitosa ispirata ai principi della rieducazione e del reinserimento sociale. Principi mortificati da condizioni di vita all’interno delle carceri ormai divenute inaccettabili, e dalla presenza opprimente della criminalità che dove lo Stato arretra, conquista controllo e potere”.
Il documento è stato firmato da Anthony Barbagallo, Pd; Nuccio Di Paola, M5s; Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone, Avs; Ismaele La Vardera, Controcorrente; Palmira Mancuso, +Europa; Fabrizio Micari, Italia viva; Nino Oddo, Psi; Giuseppe Bruno, +Uno; Carmelo Miceli e Antonio Ferrante, Progetto civico; Giovanni Scicolone, Spazio civico; Pippo Zappulla, Sinistra Futura e il movimento PeR. (Fonte Ansa).

