Aveva entrambe le palpebre cadute a causa di una rara patologia neurologica
MESSINA – È riuscito a riaprire letteralmente gli occhi. È un paziente che grazie a un delicato intervento eseguito dall’équipe di chirurgia plastica del Policlinico di Messina è tornato ad avere una visione di campo piena.
L’uomo, 79 anni, affetto da una patologia neurologica rara, aveva ormai gli occhi chiusi a causa dell’abbassamento di entrambe le palpebre.
Quando il muscolo elevatore è quasi del tutto privo di funzionalità, come in questo caso, la palpebra viene collegata al di sotto del sopracciglio, permettendo così ai muscoli della fronte di vicariarne la funzione. Si tratta di un’operazione delicata in cui anche i millimetri contano per assicurare una piena simmetria. È quanto realizzato dall’équipe guidata dal prof. Michele Colonna, insieme alla professoressa Maria Rosaria Galeano e al dottor Pietro Vella, intervenuto per sospendere la palpebra.
Fondamentale il supporto multidisciplinare avuto sia da parte dell’unità di neurologia e neurofisipatologia, dirette dal prof. Carmelo Rodolico – con l’apporto sul fronte diagnostico e terapeutico da parte della dottoressa Carmen Terranova – e dell’Oftalmologia, guidata dal prof. Pasquale Aragona con il supporto clinico del prof. Alessandro Meduri.
“La collaborazione interdisciplinare in questo genere di patologie – sottolinea il prof. Michele Colonna – si rivela sempre molto importante ed è un esempio di sinergia indispensabile per la corretta gestione del paziente. Sono ormai trascorsi più di due mesi e siamo felici di affermare che il paziente sta bene, il risultato è stabile e l’intervento è perfettamente riuscito”.
“Lavorare in équipe, mettendo in rete professionalità diverse – precisa la direttrice amministrativa del Policlinico, Elvira Amata – significa garantire ai pazienti risposte appropriate, personalizzate e di elevata qualità. Un intervento che ha un significato ancora più profondo perché in questo caso restituisce autonomia, sicurezza e migliora la qualità di vita del paziente”.

