Ketty Tamà: “Valorizzare la Memoria dell’acqua della Valle”
S. TERESA DI RIVA – Prendere spunto dalla vicenda di attualità che ha coinvolto alcune settimane l’antico acquedotto Fiorentino per puntare nuovamente i riflettori sul significato storico, oltre che architettonico, degli antichi pozzi e acquedotti della Valle d’Agrò e di S. Teresa di Riva. “Ricucire le crepe con l’oro, trasformando le polemiche in occasione di crescita”, secondo Ketty Tamà presidente di Archeoclub Area Jonica Messina che giovedì scorso ha così presentato la visita all’antico Acquedotto Fiorentino, guidata dall’arch. Salvatore Coglitore.
“L’Antico Acquedotto Fiorentino, insieme alle macchine idrauliche che gli afferiscono, ovvero pozzi, senie e saje, è parte del patrimonio etnoantropologico e della cultura agraria del comprensorio”, ha detto la presidente di Archeoclub Area Jonica Messina, Ketty Tamà che ha portato l’indirizzo di saluto alla presenza dei soci e dell’amministrazione di S. Teresa di Riva, presente col vice sindaco, Annalisa Miano, la presidente del consiglio comunale Mimma Sturiale ed il consigliere Santino Scarcella.
Salvatore Coglitore, cultore della storia di S. Teresa di Riva, ha illustrato la storia dell’acquedotto, la funzione determinante nel periodo in cui l’agrumicoltura trasformava S. Teresa da piccolo borgo a punto di riferimento del comprensorio, ed i collegamenti con le altre strutture simili nel comprensorio.
Ora Archeoclub spera in una nuova consapevolezza ed una nuova “vita” per queste testimonianze del territorio, in un’ottica diversa ma sempre pulsante nella vita di S. Teresa.

