"Si rinnova il Consiglio superiore dei lavori pubblici mentre deve decidere sul ponte"

“Si rinnova il Consiglio superiore dei lavori pubblici mentre deve decidere sul ponte”

Marco Olivieri

“Si rinnova il Consiglio superiore dei lavori pubblici mentre deve decidere sul ponte”

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martedì 04 Agosto 2026 - 18:39

Critiche sulle nomine di Salvini dal comitato No ponte Capo Peloro. E l'associazione Invece del ponte ricorda tutti i nodi critici in attesa del pronunciamento del 6 agosto

MESSINA – “Attesa giovedì 6 agosto la riunione conclusiva del Consiglio superiore dei lavori pubblici per il parere sul progetto del ponte sullo Stretto. Per i “bene informati” potrebbe essere “favorevole con tante prescrizioni”. Una formula rodata, ma che può essere scivolosa e ingannevole: se le “prescrizioni” riguardano parti fondamentali non ancora risolte, un parere favorevole per un progetto “definitivo” rischia di essere una finzione. E nel caso del ponte i nodi irrisolti potrebbero essere davvero radicali”, sostiene l’associazione “Invece del ponte”. E, a sua volta, il comitato No ponte Capo Peloro solleva il tema “dell’opportunità delle nomine”, con decreto dello scorso 6 luglio, da parte del ministro Matteo Salvini mentre il Consiglio superiore dei lavori pubblici, ora rinnovato, deve pronuciarsi sul ponte.

Evidenzia il comitato: “Abbiamo anche seguito il caso grazie al parlamentare Angelo Bonelli, che ha trovato il testo del decreto e verificato tra le nuove nomine la presenza di figure legate al tema: tra queste il professore Mauro Dolce (Comitato tecnico-scientifico della Stretto di Messina) e il professore Giuseppe Tomasicchio, già firmatario del comitato “Ponte subito”. Mercoledì 5 agosto ci sarà in Parlamento un question time: Salvini dovrà rispondere all’interrogazione di Bonelli. Vedremo come giustificherà l’ennesima forzatura di una procedura che andrebbe bloccata una volta per tutte”.

“Un sì al ponte con tante prescrizioni tecniche? Se toccheranno i soliti nodi, sarà una bocciatura”

E ancora: “Secondo quanto riportato oggi dal giornale online “Diario”, giovedì 6 agosto l’assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici darebbe parere favorevole al ponte, ma con tante e pesanti prescrizioni tecniche. Se quelle prescrizioni toccassero nodi già sollevati da anni dai noponte (cavi, aspetti sismici, vento, impatto ambientale, ecc.) allora saremmo davanti a una bocciatura di fatto del progetto, altro che continuare ad andare avanti con la procedura approvando la delibera Cipess. In attesa di conferme e dettagli, noi continuiamo a dire: Giù le mani dallo Stretto, chiudiamo la società Stretto di Messina“.

Invece del ponte: “Quante questioni irrisolte legate al ponte”

Ed ecco alcuni nodi critici secondo l’associazione Invece del ponte: “1) La “Faglia Cannitello”: progetto e cartografie ufficiali riportano una faglia “certa” e “attiva” sotto il pilone lato Calabria. Per linee-guida governative non si può piazzare su una faglia una torre di circa 500.000 tonnellate, soggetta a ingenti azioni orizzontali E irrealizzabile a quella distanza dalla faglia, ufficialmente considerata “attiva” da Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale).
2) L’altezza del ponte a pieno carico (“franco navigabile”): avrebbe dovuto essere 65 metri, e così risulta nel progetto. Ma questa altezza è calcolata ipotizzando traffico stradale “rarefatto” (il 17% della portata), passaggio di “semitreni”, temperature esterne di 20°C (le massime superano i 40°C), assenza di vento e mare calmo. Usando standard tecnici ordinari si scende di parecchi metri. Il progetto non rispetta una “specifica” della base di gara.
3) Effetti del ponte “troppo basso”: se dovessero passare navi più alte del ponte “carico” si fermerebbe il transito dei treni. Anche in questo caso il progetto sarebbe non conforme alle linee-guida che annunciano un ponte agibile h24, 365 giorni/anno.
4) Smorzamento strutturale (capacità del ponte di dissipare le vibrazioni dovute a vento, traffico, terremoti): il progetto adotta il valore di 0,5%, mentre le norme di progettazione prevedono un coefficiente di 0,24% e, in caso di “strutture in funi” (come è essenzialmente il ponte) di 0,1%: siamo al doppio o al quintuplo delle previsioni normative tecniche.
5) La deformazione trasversale dell’impalcato risulta di 10,50m e la rotazione in corrispondenza della torre risulta di 1,25% (1,75% considerando le oscillazioni dinamiche); la norma italiana (NTC2018), cogente, e l’Eurocodice impongono che allo stato limite di servizio la massima rotazione sia inferiore allo 0,35%. È un inammissibile eccesso di oltre 4 volte.
6) Flutter (instabilità aeroelastica, n.d.r.): per lo stesso progetto, per evitare l’effetto-flutter del Tacoma Bridge con auto e treni in transito (oscillazioni fino al crollo), le verifiche in galleria del vento non devono presentare instabilità con velocità di 54 m/s, mentre le prove effettuate e riferite negli elaborati hanno rilevato instabilità a velocità inferiori (50 m/s). Il progetto non rispetta le sue stesse specifiche.
Secondo lo stesso progetto il ponte insiste su una faglia certa e attiva, l’altezza non è quella richiesta dal committente, non è garantita la piena transitabilità, la stabilità e quindi la fattibilità del progetto non sono accertate ma solo auspicate. Sono criticità che non possono essere rinviate alla fase esecutiva, perché la loro soluzione potrebbe implicare l’irrealizzabilità o il rifacimento del progetto che, dunque, non può essere correttamente e tecnicamente considerato e approvato come “definitivo”.
Di fronte a tali criticità il parere tecnicamente e proceduralmente corretto dovrebbe avere quanto meno formula “sospensiva”: si studino e risolvano queste criticità prima di approvare il progetto come “definitivo”. Farlo in assenza di tutte le dovute verifiche significherebbe assumersi responsabilità gravi,  cui non sfuggono certo i controllori tecnici, come insegna il processo Morandi”, viene evidenziato da “Invece del ponte”.

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