Il comitato No ponte Capo Peloro continua la campagna per chiedere l'amministrazione giudiziaria della società
MESSINA – “Azzeriamo tutto. Abbiamo inviato le prime duemila firme per chiedere le dimissioni del Cda della Stretto di Messina. Chiediamo l’amministrazione giudiziaria della società. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma è così dirompente, per quello che potrebbe fare emergere, che c’è chi corre ai ripari parlando degli indagati come “quattro amici al bar” in vena di “millanterie”, di “commissario della Lega in Calabria”. In realtà l’inchiesta parla di figure apicali di un organo di rilievo costituzionale e di chi all’epoca dei fatti non era un semplice commissario della Lega ma un componente del Consiglio d’amministrazione della Stretto di Messina spa (l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, ex consigliere di amministrazione della società ed ex commissario della Lega in Calabria, n.d.r.)”.
“Soprattutto non molliamo: lo Stretto di Messina non si tocca”, viene sottolineato dagli attivisti. Così il comitato No ponte, da Torre Faro a Piazza Cairoli e onlie su change.org, continua la campagna di raccolta firme.

Ciucci: “La società Stretto di Messina totalmente estranea alle indagini”
Così invece l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci: “La società è totalmente estranea e confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti. Prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”.

