Il capogruppo di Fratelli d'Italia chiede quale sia lo stato dell'arte sulle "grandi progettualità di recupero e valorizzazione degli immobili nel piano"
MESSINA – Il capogruppo di Fratelli d’Italia Libero Gioveni, a distanza di un anno e mezzo da quello che ha definito “l’avvio epocale di un’interlocuzione sinergica tra istituzioni messa in campo tra il presidente della Regione, il sindaco e l’Agenzia nazionale del Demanio”, si è chiesto: “Che fine ha fatto il Piano città di Messina?”.
Ed è la prima di alcune domande che lo stesso Gioveni porge al sindaco Federico Basile e alla sua Giunta. Il consigliere comunale, infatti, si è chiesto: “Come sta interagendo l’Amministrazione Basile con l’Agenzia nazionale del Demanio dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa del gennaio 2025? Qual è lo stato dell’arte delle grandi progettualità di recupero e valorizzazione dei tanti immobili pubblici messe nero su bianco all’interno del Piano?”.
Gioveni: “Tanti aspetti da approfondire”
“Sono talmente tanti gli aspetti e i temi da approfondire – ha spiegato -, ma anche i dubbi legati sia ai progetti che alle destinazioni future degli immobili legate alle esigenze del territorio che non si può non dedicare, dopo una prima seduta svoltasi in Aula lo scorso anno subito dopo la firma del protocollo, un nuovo importante momento istituzionale in Consiglio Comunale con tutte le forze politiche e gli attori di queste imponenti progettualità, soprattutto perché sembra essere calato improvvisamente il silenzio su questa rivoluzione urbanistica della città”.
Gioveni ha proseguito: “Sarà necessario capire se per esempio il progetto Ca-Bis possa davvero riguardare anche la baraccopoli di Camaro San Luigi insieme a quella di Bisconte, atteso che le caratteristiche strutturali ed igienico-sanitarie delle casette nelle due zone sono in buona parte differenti e, soprattutto, legate forse a due sensibilità diverse fra le famiglie residenti. Così come per le destinazioni degli immobili (penso per esempio alle caserme) bisognerà tenere conto anche delle intenzioni della Prefettura visto che la vicina caserma Gasparro di Bisconte è normalmente destinata alla gestione dei servizi di accoglienza dei migranti; così come occorrerà capire il futuro dei forti (Spuria, Castellaccio, Petrazza, Ogliastri, Jachiddu, Cavalli ecc.) inseriti nel piano insieme anche a tanti altri immobili o realtà territoriali importanti (ex Sanderson, Real Cittadella, batteria Masotto, ex deposito munizioni di Campo Italia, ex Polveriera di Bisconte ecc”.
“Coinvolgere l’aula sul tema”
“Ecco perché – ha concluso – con l’obiettivo di coinvolgere direttamente sul tema anche questo nuovo Civico Consesso, chiederò la convocazione di una seduta straordinaria e aperta del Consiglio Comunale sul Piano città alla presenza di tutti i soggetti istituzionali coinvolti, perché ciò che è stato messo solo su carta inizi in buona parte a prendere forma nel rispetto anche della visione politica di chi oggi rappresenta la città”.

