Il primo cittadino interviene sul caso del furto che ha fatto il giro del mondo, confidando nelle indagini e rilanciando il legame tra la città e il suo celebre pittore
La notizia del furto delle tavole di Antonello da Messina dal Museo Accascina ha fatto il giro del mondo, passando per le principali testate da Londra a New York, dalla Cina al Medio Oriente. Il sindaco Federico Basile evidenzia il forte contrasto tra l’amarezza per l’accaduto e la risonanza globale dell’evento.
«C’è qualcosa di profondamente amaro in tutto questo: un patrimonio dal valore universale, custodito a Messina, è finito improvvisamente sotto i riflettori internazionali nel momento più doloroso, quello della sua sottrazione», ha dichiarato il primo cittadino.
L’attenzione dei media internazionali
Il clamore suscitato dalla notizia ha restituito con grande evidenza la dimensione internazionale del pittore e dei capolavori che la città conserva. Il nome di Antonello continua ad attraversare i confini ed è legato alla città in cui è nato, rappresentandone uno dei simboli più importanti. Un legame su cui l’amministrazione comunale ha scelto di investire con la registrazione del marchio “Messina Città di Antonello”, nato proprio per rafforzare la promozione del territorio attraverso il suo patrimonio identitario.
La fiducia nelle forze dell’ordine
In queste ore l’attenzione resta concentrata sull’attività degli investigatori per il recupero delle opere. «Oggi, prima di qualsiasi altra considerazione, il nostro pensiero è rivolto al ritorno di queste opere a Messina», ha sottolineato Basile, esprimendo fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e nella speranza che ogni sforzo permetta di riportare a casa i capolavori sottratti.
Il riscatto della città
Guardando al futuro, il sindaco ha auspicato che l’interesse mostrato a livello globale possa tradursi in una risorsa per il territorio una volta conclusa la vicenda: «E quando torneranno, perché vogliamo credere che torneranno, l’attenzione che il mondo sta dedicando in queste ore ad Antonello dovrà trasformarsi in una nuova occasione per Messina: far conoscere ancora di più la sua storia, la sua identità e lo straordinario patrimonio culturale che custodisce».


Diciamo che sono diversi anni che i lettori di questa testata chiedono maggiore visibilità per il museo, attraverso la valorizzazione di alcune opere particolarmente importanti.
Sana pubblicità campanilistica.
Posso sbagliare ma credo vi siano anche dei Caravaggio conservati.
Invece vedo, mi si perdoni la faciloneria, un supporto neanche troppo marcato al turismo usa e getta, fai da te, con trenini, acchiappa turisti e punti informazione scarsamente dimensionati rispetto alla mole di crocieristi.
Sponsorizzazioni e presenze a sagre di “rusti e mancia” di ogni, cartellonistiche che condensano Messina in pitoni arancini e granite (sua maestà per carità) e così via.
Nessun investimento serio in comunicazione che leghi Messina al suo Antonello.
Tutto lecito, fa bene alla economia ed è giusto, ma certo nulla indichi al crocierista o al turista di passaggio che al museo vi siano/fossero opere di tanto pregio.
Comunque vorrei averlo io l’ottimismo del sindaco e la sua certezza che le opere torneranno.