Il bimbo nel carcere di Gazzi e l'assenza di case famiglia dove scontare la pena

Il bimbo nel carcere di Gazzi e l’assenza di case famiglia dove scontare la pena

Marco Olivieri

Il bimbo nel carcere di Gazzi e l’assenza di case famiglia dove scontare la pena

lunedì 24 Agosto 2026 - 07:43

Da anni la legge che prevede strutture di comunità viene ignorata. E il carcere continua a essere considerato solo in termini di emergenza

MESSINA – Ogni tanto si squarcia il velo del silenzio sul carcere. Su quanto sia inadeguato in termini di rieducazione della pena, calpestando i principi costituzionali. La recente vicenda del bimbo di 18 mesi sofferente per il caldo nel carcere di Gazzi è servita pure a riflettere su tante situazioni che spesso ignoriamo.

“L’aumento dei bimbi in carcere effetto del decreto sicurezza”

Nel mese di giugno così scriveva sui social l’associazione “Antigone”: “Sono 30 i bambini in carcere con le loro madri. Erano anni che non si registravano numeri così alti. Un anno fa erano 11. Si tratta di un effetto diretto del decreto sicurezza, che ha cancellato il rinvio obbligatorio della pena per le donne incinte o con figli piccoli. Come se la sicurezza del Paese passasse da una manciata di donne. Da anni in Italia una legge prevede la costruzione di case famiglia dove far scontare la pena, evitando così che bambini piccoli debbano iniziare la loro vita dentro un carcere. Ma è una legge senza finanziamenti e senza nessun impegno obbligatorio”.

L’intervento di Genitori per sempre

Nel frattempo, in merito alla notizia messinese, Nunzio Signorino, presidente di Genitori per Sempre, sostiene: “Pur apprezzando l’impegno dei Garanti e della comunità locale nel reperire condizionatori portatili per alleviare il disagio, la prima domanda che le istituzioni preposte devono porsi non è come rendere sopportabile la cella, ma se esistano alternative concrete al carcere per il bambino. Ci chiediamo se, prima di confermare l’ingresso del piccolo in struttura, sia stata effettuata una verifica prioritaria sulla presenza, disponibilità e idoneità del padre o della rete familiare genitoriale per accoglierlo”.

“Un condizionatore attenua il caldo, ma non trasforma una struttura detentiva in una casa”, prosegue Signorino. “La figura paterna deve essere considerata una risorsa primaria. Ferme restando le opportune e doverose valutazioni dei magistrati sui singoli casi specifici, riteniamo che il diritto di un figlio a crescere in un contesto familiare sano e a mantenere la continuità con il proprio padre debba prevalere su qualsiasi soluzione tampone. Il carcere per un bimbo di 18 mesi deve rappresentare soltanto l’estrema ratio, dopo aver accertato l’impossibilità di ogni altra via”, viene sottolineato.

La politica è colpevolmente lontana dal tema carcere

Tuttavia, una soluzione di comunità, come le case famiglia, potrebbe aiutare a far sì che il bambino continui ad avere un rapporto quotidiano con il genitore che deve scontare la pena. Ma la politica è colpevolmente lontana da questi temi, scomodi sul piano elettorale. Al contrario, ci si occupa del problema solo quando si accendono i riflettori sulle violenze in carcere a Messina e ovunque in Italia.

Occorre invece una profonda riforma perché, al di là del caso del singolo Istituto, quasi sempre il carcere contraddice i principi della Costituzione, non puntando al recupero di chi è ristretto e non favorendo il renserimento del detenuto nella società.

“Se tutti vedessero quello che vedo io ogni giorno, durante le ispezioni, avremmo un dibattito politico all’altezza”

Queste le recenti parole della senatrice Ilaria Cucchi: “Di carcere si parla poco e se ne parla male. È un tema di cui sento parlare fin da bambina, eppure, da allora a oggi, quasi nulla è cambiato. Lo ripeto spesso: se le persone potessero vedere con i propri occhi quello che vedo io ogni giorno durante le visite e le ispezioni negli istituti, le cose cambierebbero. Se tutti sapessero cosa c’è dietro quelle sbarre, avremmo finalmente un dibattito politico all’altezza della complessità e dell’urgenza che questo tema richiede”.

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