Il furto al Museo… visto da lontano: "Allarmante, l'identità dei messinesi a rischio"

Il furto al Museo… visto da lontano: “Allarmante, l’identità dei messinesi a rischio”

Giuseppe Fontana

Il furto al Museo… visto da lontano: “Allarmante, l’identità dei messinesi a rischio”

mercoledì 02 Settembre 2026 - 16:10

Gli expat preoccupati: "Bisogna restituire dignità ai tesori di Messina". E fanno riferimento anche al Castello di Bauso

MESSINA – Anche i membri dell’associazione Oltrestretto, che da oltre un anno riunisce gli expat e i fuorisede messinesi sparsi in giro per l’Europa, hanno voluto prendere posizione sul furto delle tavole di Antonello da Messina, avvenuto a Ferragosto al Museo regionale Accascina.

Gli expat: “Restituire dignità ai tesori messinesi”

Antonino Mangano, Letizia Cascio, Michele Bruno, Francesco La Fauci e Serena Torcasio hanno sottolineato l’importanza che il patrimonio culturale e storico cittadino gioca anche nel mantenimento del legame con i “figli” di Messina che ormai vivono lontani da tempo. Dopo aver accennato alla ricerca dei responsabili, quindi, il gruppo Oltrestretto ha spiegato: “Prese le misure disciplinari del caso, il futuro dei beni culturali messinesi dipenderà dal modo di ripensare alla sua tutela e valorizzazione. È prioritario attuare gli accorgimenti necessari alla sicurezza. Il furto solleva il bisogno di selezionare in maniera più puntuale le risorse umane preposte a determinate mansioni, che dimostrino sensibilità per ciò che stanno proteggendo, conoscendone il valore, non soltanto economico. Sarà fondamentale creare sinergie tra le istituzioni ai vari livelli di governance presenti a Messina, per pressare su quelle regionali affinché restituiscano dignità ai tesori messinesi. Questo vale per tutti i beni culturali di cui è costellata l’area metropolitana, spesso sconosciuti ai più”.

Il gruppo ha poi fatto l’esempio del Castello di Bauso di Villafranca, “di proprietà del Museo Regionale. È un complesso architettonico chiuso, negato alla comunità del centro tirrenico più prossimo a Messina, abbandonato a se stesso. Sembra che sia in atto una crisi diffusa, ma a cui si deve fare fronte!”. E ancora: “Dopo il trasferimento dell’Archivio di Stato di Messina, il furto al Museo Regionale di Messina, l’oblio a cui altri beni culturali sono relegati in provincia, la nostra comunità si sta spogliando di pezzi che ne forgiano l’identità. Questo non rappresenta solo la perdita di testimonianze storiche dei nostri territori: è un insidioso affievolirsi del legame tra il territorio e i messinesi sparsi nel mondo, relazione che non percepiamo in buona salute”.

“Alcune prese di posizione – hanno poi aggiunto gli expat -, come spostare temporaneamente le opere del MuMe per motivi di sicurezza, ci preoccupano non poco. La soluzione deve essere una: intervenire in modo rapido per risolvere questo deficit ed evitare che le opere lascino Messina. Coscienti della proverbiale lentezza burocratica e dei lavori rischieremmo di vedere la nostra città spogliata delle sue opere per chissà quanto tempo. Questa eventualità deve essere scongiurata”. Un esempio è il Louvre, che dopo il furto “non è stato chiuso e non hanno spostato nulla”.

“Noi non ci stiamo”

Oltrestretto ha concluso: “Le soluzioni immediate di spostamento rappresentano una sconfitta per il prestigio e l’affidabilità della città, oltre che un precedente pericoloso per il futuro di noi messinesi e non solo, perché otterremmo una città più povera, meno attrattiva, destinata a subire un continuo abbrutimento. Noi non ci stiamo: non ci sono formule magiche e Messina non ha bisogno di vuoti discorsi politici. Le istituzioni devono impegnarsi nell’investire risorse e attrarne, e deve palesarsi un reale interesse nel dare un ruolo di preminenza a Messina per quanto attiene ai suoi artisti storici e alle opere che custodisce”.

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