Disabilità, il punto della Garante De Maria tra Peba, il "caso" piscina e le sfide future

Disabilità, il punto della Garante De Maria tra Peba, il “caso” piscina e le sfide future

Giuseppe Fontana

Disabilità, il punto della Garante De Maria tra Peba, il “caso” piscina e le sfide future

giovedì 03 Settembre 2026 - 13:00

La garante, ospite in settima commissione, ha relazionato i consiglieri sul cammino del suo ufficio a 6 mesi dalla fine del mandato

MESSINA – La settima commissione consiliare, presieduta da Antonella Feminò, ha trattato il tema disabilità analizzando le attività portate avanti negli ultimi 4 anni, in sinergia con il Comune e con gli enti sul territorio, dall’ufficio della Garante per le persone con disabilità, guidato da Tiziana De Maria. La dottoressa De Maria, ospite in aula, tra 6 mesi vedrà scadere il suo mandato. Per questo ha voluto relazionare i consiglieri e ha letto un corposo documento in cui ha ripercorso tutte le attività, non tralasciando le criticità ancora presenti e uno sguardo a “cosa si può fare” nel prossimo futuro. Al suo fianco l’assessora Alessandra Calafiore e le assistenti sociali

Il caso della piscina Campagna

La relazione (di ben 8 pagine) ripercorre il percorso fatto dal 27 marzo 2022, da quando si è insediata la garante, fino a oggi, 3 settembre 2026. Riprende le relazioni che annualmente la stessa De Maria, come da regolamento, ha presentato al presidente del Consiglio comunale. Tra i tanti interventi, la garante ha voluto ricordare il caso della piscina comunale Graziella Campagna, risolto attivando interlocuzioni con l’amministrazione, con l’autorità garante e con Anffas Messina (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo). Allora i problemi erano legati non soltanto all’accesso alla struttura ma anche alla fruizione del servizio stesso. E infatti ha spiegato che “l’azione ha riguardato non soltanto l’accesso fisico alla struttura, ma la necessità di garantire una fruizione piena e generalizzata dell’impianto natatorio a partire dall’ingresso, ai percorsi, ai servizi igienici, agli spogliatoi e alla possibilità di ingresso in acqua”.

L’importanza del Peba

Poi il nodo cruciale, cioè l’adozione del Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. De Maria ha spiegato: “L’obiettivo perseguito è stato quello di promuovere la redazione PEBA dell’intero territorio comunale e dell’attuazione concreta delle politiche di accessibilità basate su una concezione dell’accessibilità non limitata al singolo edificio, ma riferita all’intero percorso che consente alla persona di raggiungere e utilizzare un servizio. Una struttura accessibile, infatti, rischia di essere concretamente inutilizzabile se il percorso per raggiungerla presenta marciapiedi impraticabili, attraversamenti non adeguati, ostacoli, assenza di percorsi continui o carenza di collegamenti con il trasporto pubblico”.

Tra gli altri temi, l’importanza dei tavoli con associazioni e realtà istituzionali e di volontariato presenti su tutto il territorio, ma anche l’accessibilità delle spiagge e il diritto al “tempo libero, alla socialità, allo sport e alla partecipazione alla vita della città deve infatti essere considerato parte integrante del diritto alla piena cittadinanza”. Fondamentale in questi 4 anni anche la collaborazione con le scuole e con le famiglie, per affrontare “situazioni di difficoltà con strumenti educativi, inclusivi e individualizzati”.

Le conclusioni e la sfida

Infine le conclusioni e la sfida per il futuro. La garante ha parlato di “un patrimonio di conoscenze, relazioni e proposte”, quello prodotto in questi 4 anni, “che oggi può rappresentare una base importante per una nuova fase delle politiche comunali sulla disabilità”. Ha sottolineato come il compito del garante non sia di sostituirsi all’amministrazione ma di segnalare e favorire il confronto. E anche che “il risultato più importante di questi quattro anni non deve essere considerato soltanto ciò che è stato realizzato, ma soprattutto ciò che è stato messo in moto”.

Perché “il percorso intrapreso dimostra che l’accessibilità non può essere considerata una materia settoriale o esclusivamente riferita alle persone con disabilità. Una città accessibile è una città più sicura, più fruibile e più inclusiva per tutti: bambini, anziani, persone con disabilità temporanee o permanenti, famiglie, cittadini e visitatori”. E la sfida è proprio questa: continuare su un percorso che possa rendere Messina sempre più alla portata di tutti.

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