Società partecipate, il Pd all'attacco sulle nomine: "I cda sono l'eccezione, si scelga una persona e non 3"

Società partecipate, il Pd all’attacco sulle nomine: “I cda sono l’eccezione, si scelga una persona e non 3”

Giuseppe Fontana

Società partecipate, il Pd all’attacco sulle nomine: “I cda sono l’eccezione, si scelga una persona e non 3”

giovedì 10 Settembre 2026 - 12:05

Il gruppo consiliare porterà in aula un ordine del giorno per chiedere il rispetto della Legge Madia: "La regola è l'amministratore unico"

MESSINA – Il gruppo consiliare del Pd, composto da Alessandro Russo, Mariella Perrone e Antonella Russo, presenterà un ordine del giorno da far votare in Consiglio comunale per modificare o revocare i decreti sindacali relativi alle nomine dei cda delle società partecipate. L’idea è di chiedere all’aula di votare il ritorno all’amministratore unico, in ossequio alla Legge Madia che vede nei consigli d’amministrazione “l’eccezione e non la regola”. Quindi il Pd chiede “il rispetto della norma”. A cui si aggiunge il tema politico, relativo alla scelta di ben 15 nominati su 18 provenienti dalle liste a sostegno del sindaco Federico Basile nelle scorse elezioni.

Alessandro Russo: “Non mettiamo in dubbio la competenza”

Alessandro Russo, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, ha aperto “la prima conferenza stampa del nuovo mandato” spiegando che ci si sarebbe concentrati sulle nomine nelle società partecipate. Russo ha ribadito quanto già detto nelle scorse ore: “Abbiamo assistito a queste nomine, che devono rispondere a criteri di fiducia e competenza. Non mettiamo in dubbio la competenza di queste persone, siamo certi siano brave nei loro settori. Ma ci domandiamo se queste persone poi sono competenti nei settori in cui sono state nominate. Questa è la questione politica. I loro titoli sono tutti spendibili nei ruoli delicati per cui sono stati scelti? Messina Social City coi servizi sociali, Amam in cui bisogna avere competenze specifiche: i nostri dubbi sono sull’opportunità, ma non contestiamo le capacità”.

“De Luca usa Messina per il proprio tornaconto elettorale”

“Quindi ci chiediamo – ha proseguito -, sono stati presentati 550 curricula, come mai queste nomine arrivano sempre dall’area politica di Cateno De Luca e Federico Basile? È quantomeno insolito che non ci sia nessuno più bravo di questi 18 fuori da quest’area. Non è un reato, ma i cittadini che hanno presentato in buona fede i curricula per mettersi a disposizione della città che idea si fanno di queste selezioni? Siamo delusi e offesi come cittadini. Una ragione perché questo accade? Si va verso una finestra elettorale importante, tra Regione e Nazionali e non si sa se si deve tornare a votare a Messina. La necessità di fare quadrato intorno a De Luca è evidente e il tema, politicamente, è questo. Le scelte di queste ore lo confermano: De Luca utilizza Messina politicamente per il proprio tornaconto elettorale. Dopo 8 anni pensiamo che la città queste cose le debba capire chiaramente”.

Perrone: “A cosa sono serviti questi curricula?”

Dopo di lui ha parlato Mariella Perrone, la più votata tra i consiglieri comunali nella tornata elettorale del maggio scorso. Ha parlato di “imponente operazione di illusione collettiva messa in atto da questa amministrazione. Sono state presentate 550 domande da cittadini che hanno risposto a un avviso pubblico. Loro hanno pensato che per titoli ed esperienze avrebbero potuto contribuire alla vita delle società partecipate. Poi non è stato così perché 15 posti su 18 sono andati a chi era candidato a sostegno di Federico Basile alle ultime amministrative. Quindi a cosa sono serviti questi curricula?”.

Il “bando-farsa”

Poi i tre punti chiave: “Bando-farsa, contrattazione anti-sistema e attacco al metodo, non alle persone. Il primo è il bando-farsa. Non contestiamo le nomine fiduciarie del sindaco ma l’ipocrisia del metodo. Se l’obiettivo era quello di nominare coloro che non sono stati eletti, perché fare una finta selezione pubblica e prendere in giro 550 persone? A queste 532 persone rimaste fuori voglio dire principalmente grazie, perché in un momento così difficile e di grande sfiducia nei confronti delle istituzioni loro ci hanno messo la faccia. Hanno tolto tempo alle loro professioni per le documentazioni, hanno sperato di poter fare qualcosa per la loro città e hanno avuto un alto senso civico. In risposta, invece, non hanno avuto lo stesso rispetto. Loro hanno la nostra piena solidarietà e dico loro che pretenderemo chiarezza sulla valutazione di questi profili”.

La “contrattazione anti-sistema”

Il secondo punto di Perrone è la “contrattazione anti-sistema. L’onorevole Cateno De Luca gira la Regione usando termini di rivoluzione, liberazione, anti-sistema. Parla di un modello da esportare, nominando il modello Messina. Ma questo modello è fare una decina di liste e utilizzare le aziende pubbliche per ricompensare chi non viene eletto? Non mi sembra un modello anti-sistema, anzi lo dico apertamente: è il più vecchio dei sistemi che circola”.

Il terzo punto è “l’attacco al metodo”

Infine il terzo punto, “l’attacco al metodo. Perché noi siamo qui e valuteremo il lavoro delle persone nominate in base al lavoro che svolgeranno. La maggior parte dei servizi pubblici del Comune passa dalle partecipate. Noi saremo vigili sul loro operato. Concludo con un appello ai cittadini: se questo è il modello da esportare alla Regione dico ai siciliani di stare attenti perché così siamo in pericolo. A differenza del passato siamo coscienti di come questa forza politica intende governare. Non ci sono più alibi, ormai si sa. Continueremo a fare ferma opposizione nell’interesse della città. Faremo in modo di dare valore al metodo e dignità alle presentazioni. Il modello del Pd non prende in giro e non illude nessuno. Vogliamo costruire un’alternativa aperta e trasparente”.

Antonella Russo: “La regola è l’amministratore unico”

A concludere è stata Antonella Russo. La consigliera, candidata sindaca alle scorse elezioni, ha affermato: “Ricordiamoci che questi nomi sono usciti con giorni di ritardo. In qualche intervista il sindaco Basile ha spiegato di avere bisogno di tempo per valutare questi curricula. Ci darà spiegazioni, non ci sono dubbi. Ma oggi io mi occupo di un’altra cosa, al netto delle valutazioni politiche. Anticipo che presenteremo un ordine del giorno che sarà sottoposto al voto del Consiglio comunale e sarà interessante perché scopriremo gli altarini politici. A cosa mi riferisco? Alla battaglia che il Pd ha sempre portato avanti, mettendoci la faccia, scrivendo atti, del rispetto del Testo unico Enti Locali, che prevede di norma la nomina di un amministratore unico nelle società partecipate. Articolo 11 della Legge Madia, comma 2. Stabilisce che la regola è l’amministratore unico”.

La lunga battaglia del Pd

Russo ha citato articoli di stampa relativi alla battaglia che il Pd ha fatto già durante la sindacatura De Luca, dopo il Salva Messina nel 2019: “Avevamo detto che bisognava avere la gestione di amministratori unici già in quegli anni. All’epoca il sindaco ci rispose di uscire dal pregiudizio, di aspettare i risultati dopo un anno e poi valutare. Sono passati anni e gli amministratori unici sono stati sempre soppiantati dal cda. Il 16 maggio 2021 abbiamo presentato emendamenti per sostituire la governance dei cda con amministratori unici. Emendamenti approvati in commissione bilancio e bocciati poi dal Consiglio comunale. Tant’è che noi abbiamo evidenziato, allora, anche quest’aspetto. Nel dicembre 2021 abbiamo riportato questo voto favorevole iniziale e la bocciatura successiva”.

“Poi non ci siamo fermati – ha proseguito – e abbiamo chiesto la modifica di Atm e Messina Servizi nel febbraio 2022. Le nostre due delibere sono state bocciate dall’aula. Abbiamo tentato sempre di modificare la governance delle aziende partecipate. E lo abbiamo fatto anche quando abbiamo presentato lo stesso ordine del giorno che oggi ripresentiamo aggiornato. Fu bocciato dall’allora commissario Santoro che ci ha risposto di non potersi prendere la responsabilità di questa modifica”. Antonella Russo ha poi riletto alcuni passaggi del Testo Unico, in cui si parla dei cda come “eccezione”. Un’eccezione che passa da “una delibera motivata con specifiche ragione di adeguatezza amministrativa. Quindi non ci vuole una delibera qualsiasi. Ci devono essere motivazioni specifiche quindi per ogni singola società partecipata. Significa che devo vedere le caratteristiche di ognuna di loro, secondo il T.U. per poi adeguare la governance rispetto a questa organizzazione. Ma tenendo conto ‘dell’esigenza del contenimento dei costi’. I decreti sindacali di due giorni fa rispettano queste esigenze?”

Il contenimento dei costi

Antonella Russo ha proseguito rispondendo: “Il contenimento dei costi è stato chiesto dalla Corte dei Conti sempre, anche quando ha sollecitato i rendiconti dei Revisori dei Conti. Ce lo dice sempre, ce lo scrive sempre, dobbiamo ridurre i costi della politica. In questi decreti del sindaco Basile lui è contento e felice delle nomine. Non abbiamo quelli delle due società speciali perché non sono stati pubblicati. Abbiamo i decreti di Patrimonio, Amam, Atm e Messina Servizi. Alla faccia delle specifiche ragioni amministrative, tutte hanno le stesse parole nelle motivazioni. Combaciano tutte, parola per parola. Significa che le esigenze, per il sindaco Basile, siano identiche per Patrimonio Spa, Amam, Atm e Messina Servizi. Ma ci chiediamo e si dovrebbe chiedere anche Basile: l’adeguatezza amministrativa con le specifiche ragioni di una Patrimonio che ha dai 6 ai 9 dipendenti è identica ad Atm che ne ha oltre 500 o a Messina Servizi che ne ha circa 600?”.

Infine le aziende speciali: “Sappiamo già chi saranno i componenti perché li ha pubblicati la stampa, ma questi decreti ancora non risultano pubblicati. Se i nomi sono quelli del comunicato stampa e pubblicati dai giornali è grave che non ci siano ancora i decreti. Ma ancora di più delle aziende speciali, che non sono semplici partecipate, non vale questo discorso? La Messina Social City quanti dipendenti ha? Saranno 1.300. Arisme invece quanti ne ha? 6 o 7 o 8? Che rapporto c’è di adeguatezza gestionale tale da giustificare per entrambe il cda? La regola è l’amministratore unico, perché dobbiamo pagare 3 persone e non una sola almeno nelle società più piccole? Questo è quello che pensiamo noi e lo diciamo da sempre. Siamo sorpresi da queste nomine e le aspettavamo perché l’amministrazione De Luca-Basile queste cose le sapeva”.

Gli statuti “prevedono anche l’amministratore unico”

Russo ha poi concluso: “Quando i servizi non sono gestiti direttamente dal Comune coi dipartimenti, la regola è che questi servizi andrebbero affidati al mercato con una gara pubblica. Questa è un’altra eccezione, cioè la gestione dei servizi pubblici con società in house. Sono due eccezioni che confermano la regola, quindi, sia questa della gestione sia quella dei cda invece degli amministratori unici. Speriamo che questi nomi scelti siano i migliori del mondo per Basile nei ruoli specifici e non solo in generale. Chiudo ricordando che nel 2022, prima degli interventi del Pd, gli statuti delle partecipate prevedevano soltanto i cda. Ora prevedono alternativamente o l’amministratore unico o il cda. Questa modifica degli statuti è stata fatta proprio in conseguenza di queste nostre battaglie. Gli statuti quindi prevedono entrambe le possibilità”.

Il Pd chiede il voto dell’aula: “Si scelga una persona e non tre”

E ancora: “Basile avrebbe potuto nominare anche 5 componenti invece di 3. La legge lo prevede. Secondo me se 3 ne servono per la Patrimonio a questo punto ne servirebbero 5 per le società più grosse, no? Lo statuto prevede entrambe le cose perché poi va calato nella specifica realtà. Il contenimento dei costi è stato rispettato? Secondo noi no, anzi sono aumentati perché la governance viene nutrita da emolumenti e rimborsi. Il problema è a monte, nella scelta che non viene condivisa dagli organismi giudiziari in diverse Regioni e anche dal Mef, il ministero dell’Economia e delle Finanze, che dice sempre di rispettare la regola dell’amministratore unico. Sono passati 7 anni da quando De Luca ha detto che ne avremmo riparlato e siamo rimasti ai cda senza riparlarne. Noi ora chiediamo il voto dell’aula e al sindaco Basile di modificare questa situazione. Siamo certi che l’aula vorrà modificare la governance delle società partecipate e ringraziamo chi già si è esposto. Si dovrà scegliere una sola persona e non tre, nel rispetto della norma”.

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