Prime risposte dalle analisi del DNA, tra le macerie del palazzo collassato a Messina tracce biologiche delle vittime
Messina – Dal laboratorio dei Ris dei Carabinieri arrivano le prime indicazioni. L’analisi del Dna sui resti ritrovati tra le macerie del palazzo crollato a Pistunina, raccolti diversi giorni dopo il crollo di Pistunina, appartengono a Santino Magazzù. Il ferroviere in pensione è così la quinta vittima ufficiale della tragedia di Pistunina. Non c’è ancora traccia invece di Lhairu Warnakulasuriya, impiegato da Carmelo Leone. Quel 30 luglio pomeriggio era arrivato da pochissimo a casa dell’imprenditore quando l’intero edificio è collassato nella parte anteriore centrale, come scivolando in avanti, portando con sé la vita di sei persone.
Ricerche tra le macerie, le tracce hanno un nome
Il crollo ha distrutto l’impianto fotovoltaico che, fondendo a temperature altissime, ha sprigionato un calore che probabilmente è andato oltre gli 800 gradi, liberando fumo nero e tossico per giorni. Una colonna di fumo che ha reso ancora più difficile le operazioni di ricerca dei dispersi, schiacciati sotto quattro metri di macerie, ma soprattutto ha compromesso ancor più i resti delle vittime.
Manca ancora una vittima
Tra le macerie repertate gli esperti dei Ris hanno trovato inoltre tracce organiche delle sorelle Leone- Rosa, moglie di Santino, e Sara – ma non di Lhairu Warnakulasuriya. Disperati i familiari del badante dei Leone, in particolare la sorella, impegnata anche lei presso la famiglia proprietaria dell’immobile, che quel giorno si è salvata soltanto per un ritardo di qualche minuto rispetto all’entrata in servizio in quella casa che adesso non c’è più.

