Tra comunicazioni poco chiare, timori di caos e allarmi dei consiglieri, la realtà dei cantieri sulla Tangenziale mostra disagi minimi. Ma il banco di prova è solo rimandato
MESSINA – È bastata una comunicazione arrivata con un preavviso minimo e formulato in modo poco chiaro per far scattare l’allarme in città. Il Comune di Messina ha annunciato la chiusura della rampa in entrata dello svincolo di Tremestieri con solo due giorni di anticipo mentre il Consorzio per le Autostrade Siciliane lo ha fatto addirittura il giorno stesso, con un comunicato arrivato alle redazioni alle 11.44 di ieri quando la chiusura era partita dalle 7.
Ma soprattutto l’interpretazione generale era stata drastica: l’ingresso in autostrada sarebbe stato sbarrato, paralizzando la circolazione e spingendo i consiglieri comunali Benedetto Vaccarino e Libero Gioveni a paventare scenari di caos viario. Una lettura figlia di una nota istituzionale lacunosa, che non specificava adeguatamente i dettagli tecnici dell’intervento in corso dal 23 settembre fino al 30 ottobre 2026.
Le vere limitazioni e le alternative praticabili
Lo scenario è ben diverso da quello temuto. A essere interdetta è unicamente una specifica rampa, quella del rilevato che si dirama dalla rotatoria “Alfio Ragazzi”. Chi deve immettersi in tangenziale, però, non subisce disagi reali: basta percorrere poche decine di metri in più per utilizzare la seconda rampa disponibile (nella foto), oppure imboccare l’ingresso alternativo situato accanto al distributore di carburanti. Di fatto, l’accesso resta pienamente operativo e il traffico scorre senza intoppi particolari, riducendo la misura a un disagio quasi impercettibile per gli automobilisti.
Lo spettro dei veri disagi a novembre
Se per queste settimane si tratta di un falso problema, la prudenza resta d’obbligo guardando al calendario. La chiusura attuale, infatti, serve a predisporre la viabilità in vista della fase successiva, che scatterà all’inizio di novembre. Da quel momento in poi i cantieri si sposteranno direttamente sul viadotto con un intervento destinato a protrarsi per circa sette mesi. Sarà allora che la gestione del traffico richiederà contromisure strutturali e una pianificazione rigorosa, ben lontana dalla gestione indolore di questo primo scorcio d’autunno.

