All’Università il seminario "E tu ci caschi?": esperti a confronto sulla manipolazione online
MESSINA – Nel mondo digitale ciò che vediamo non sempre è ciò che sembra. Da questa premessa è partito il seminario “E tu ci caschi? I meccanismi dell’inganno digitale – Psicologia, società e nuove forme di manipolazione”, che si è svolto oggi, martedì 29 settembre, dalle 8 alle 10, nell’Aula “Vincenzo Scalisi” (già Aula 3) del Dipartimento di Giurisprudenza “Salvatore Pugliatti” dell’Università degli Studi di Messina, in Piazza Pugliatti 1. L’iniziativa è stata organizzata dall’ateneo in collaborazione con Confconsumatori APS, che quest’anno celebra il 50° anniversario (1976-2026), nell’ambito del progetto “Smacco alla Truffa”, finanziato dal MIMIT.

L’incontro ha approfondito la manipolazione nello spazio digitale, che va oltre le frodi informatiche palesi e coinvolge strategie persuasive basate sulle vulnerabilità cognitive ed emotive degli utenti. Meccanismi psicologici, dinamiche sociali e nuove forme di comunicazione possono trasformare la fiducia in uno strumento di manipolazione. Ciascun relatore ha affrontato il tema dal proprio ambito, con l’obiettivo di capire come nasce l’inganno digitale, perché siamo portati a credergli e come imparare a riconoscerlo.
Dopo i saluti istituzionali del professor Antonio Cappuccio, ordinario di Storia del diritto medievale e moderno, sono intervenuti per Confconsumatori il presidente nazionale Carmelo Calì e la presidente della Federazione Provinciale di Messina, l’avvocato Carmen Agnello. Sono seguiti gli interventi del professor Francesco Pira, associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi a Unime, e della psicologa e formatrice Monica Faggiani.
Sul fronte delle segnalazioni, Calì ha invitato a non abbassare la guardia: “Le più segnalate sono quelle nuove e imprevedibili, quindi è su queste che bisogna concentrare la massima attenzione”. Accanto a queste restano le truffe tradizionali, come i messaggi sul telefonino e “la classica telefonata di finti appartenenti alle forze dell’ordine, che parlano di un’indagine in corso. Siamo convinti che un consumatore informato possa prevenire una truffa “.
Tra gli interventi più incisivi quello del Prof. Pira, che ha letto il fenomeno in chiave sociologica. Dopo il Covid, ha osservato, “siamo usciti da una situazione che ha creato più fragilità e più isolamento”, e questo ha offerto maggiori possibilità a chi vuole usare le tecnologie per truffare. Con l’intelligenza artificiale si aggiunge la possibilità di creare deepfake con voci contraffatte, giocando “sulla paura, sull’ansia e anche sulla voglia di conoscere qualcuno”.
Sul ruolo dell’alfabetizzazione digitale, Pira ha richiamato il peso degli algoritmi: “La nostra vita è ormai governata dagli algoritmi”, che rendono le persone “molto più vulnerabili e più omologate” e tolgono “completamente lo spirito critico”.
L’università e le associazioni: una sinergia per formare i professionisti del futuro
Il Prof. Cappuccio ha sottolineato la funzione dell’ateneo, chiamato a svolgere “un ruolo attivo e propositivo non solo per gli studenti ma per tutta la società”. Per il docente, creare un’informazione sensibile alle esigenze dei ragazzi è una missione importante di chi insegna, in aula e fuori. Le associazioni, ha aggiunto, “possono essere un partner importante nella formazione e nella divulgazione”.
Bilancio positivo anche per l’avvocato Agnello: “Siamo riusciti a creare una sinergia importante con l’università”, che consente agli studenti di avere “una sorta di cassetta degli attrezzi” da utilizzare in futuro, da professionisti o da comuni cittadini consumatori. La presidente ha ricordato che ai loro sportelli arrivano ogni giorno segnalazioni di truffe tramite messaggi e telefonate, e che Messina non fa eccezione.
Sorprende il profilo di chi chiede aiuto. Se anche gli anziani si rivolgono all’associazione, “molto spesso sono i giovani”, ha spiegato Agnello, perché “incappano più facilmente in questo tipo di manipolazioni, utilizzando strumenti tecnologici”, con ricadute che poi si riversano sulle famiglie. Sulla collaborazione con Unime ha ricordato che il percorso è iniziato da tempo: “Cerchiamo di operare in sinergia per affrontare temi particolarmente attuali, che servono a creare i professionisti del futuro”.
Tito Agazio Lanciano

